Giornata in discesa alla Dakar. Ma solo dal punto di vista morfologico, con gli equipaggi che hanno lasciato i fangosi altopiani boliviani in direzione delle grandi pianure argentine. Ma prima un’altra speciale all’insegna delle dune, 373 km cronometrati preceduti da 424 km di trasferimento. 

L’uomo da battere è sempre Carlos Sainz, leader della classifica generale, nonostante la squalifica di 10’ inflittagli, al volante della sua Peugeot 3008 Dkr n. 303. E se il veterano spagnolo non aveva troppi motivi per rischiare, il suo compagno di squadra Stephane Peterhansel ha spinto fin da subito come un matto per tenere viva la speranza di una difficile rimonta. Riuscendo nell'impresa. E mentre la terza Peugeot, pilotata da Cyril Despres, si fermava ad aiutare Sainz in difficoltà, Peterhansel iniziava un testa a testa con la Toyota di Nasser Al-Attiyah. Dopo 47 km di speciale i due avevano il medesimo tempo, mentre Sainz seguiva a prudente distanza con circa 1 minuto di ritardo. 

Ma è stato Mr. Dakar a imporsi, tagliando per primo il traguardo di Belèn, seguito dalla Toyota di Giniel De Villiers a 8'46", mentre Al-Attiyah ha perso oltre 30' minuti per la rottura di un triangolo della sospensione posteriore destra. Giornata senza troppi pensieri per Sainz, che ha amministrato il vantaggio mantenendo il comando della classifica generale, anche se ora per Peterhansel si riaccende la speranza. 

"Abbiamo attraversato molti torrenti e fatto molto fuoripista - ha commentato a fine giornata Peterhansel - è stata una giornata veramente lunga, dove e abbiamo provato a spingere al massimo. Non abbiamo fatto errori ma siamo un po' stanchi. Domani sarà un po' come oggi, che è stata una tappa molto importante". Il menù della tappa 11 prevede 205 km di trasferimento seguiti da una speciale di 280 km fino a Fiambalà.