Il countdown verso Melbourne sta entrando nella fase calda e si continua a parlare di macchine, piloti e nuovi regolamenti, quando in F.1 la vera novità rivoluzionante non riguarda la pista. 

In fondo chiunque vinca fa lo stesso, visto che sta per partire la prima stagione piena sotto la nuova gestione del Circus. Sulla quale, specie in questi giorni, se ne sentono di ogni, ironizzando sul fatto che costoro sono americani, inesperti, nonché, in estrema sintesi, tendenzialmente velleitari e pacchiani. 

Eppure, dovessi scommettere un dollaro, lo punterei a favore di Liberty Media, nuova proprietaria della F.1, e per un motivo fondamentale: perché fare peggio rispetto a come hanno trovato il Circus, non è materialmente possibile.

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Ma, dico, l’avete vista la F.1 com’è ridotta?

Un calendario totalmente irrispettoso delle tradizioni e del centro di gravità mediatico-esistenziale della categoria, ossia l’Europa. 

Niente Gp in Germania, per il momento nessuna gara neanche in Francia, quello che fu il primo Gp della storia, dove non si corre da dieci anni e si tornerà, se tutto va bene, l’anno prossimo. Dopo che da lustri i circuiti più gloriosi e affascinanti, vedi Silverstone - o ciò che ne resta -, Spa e Monza, vengono sottoposti, in contesti del tutto diversi, a tiramolla sfiancanti. 

Di più. Una tendenza folle all’allargamento indiscriminato dei paddock, ormai sorta di piazzali aeroportuali sormontati dai bilici delle squadre, a detrimento dell’ampiezza e dell’appetibilità dei circuiti, tilkodromi sempre più compressi e simili a circonvoluzioni intestinali, privi di mordente e incapaci di fare la selezione.

Paddock murati agli umani normali, dicevamo, che ormai sono solo la scusa per grattare cifre folli ai pochi disposti a farsele grattare, con prezzi in tribuna e oltre che invogliano le famiglie a andare al mare. 

Altro? Altro. Accessibilità a piloti, squadre e ambiente della F.1 ridotta al minimo immaginabile. 

Di contro, una concentrazione pubblicitaria che non ha eguali nel campo degli spettacoli sportivi.

Che resti a casa davanti alla Tv o sia così coraggioso da decidere d’andare a vedere un Gp, l’appassionato in ogni attimo della sua esperienza è bombardato in media da almeno 3-4 scritte pubblicitarie, pagando sempre più di tasca sua per essere bersaglio degli altrui commercial.

In compenso, eccoti gare organizzate ovunque vi siano soldi che schizzano in aria come acqua di fontana. Anche e soprattutto laddove quasi nessuno va a vederle, a patto che i locali governi scuciano federe dorate per pagare il disturbo dei circensi, a fronte di un’appetibilità televisiva ai minimi storici. 

La F.1 plastificata del turboprofitto e dell’ostentazione neocafonal ha esteticamente, malinconicamente, filosoficamente e moralmente rotto le scatole. 

Correre in macchina è uno Sport. E per di più, fino a prova contraria, estremo. Non una piscina da party notturno in cui sguazzano pochi avidi alla barba del mondo chiuso fuori e ormai tutt’altro che sbavante di entrare.

La verità? Non v’è alcun bisogno di gare by night, sale stampa aeree, costruzioni intrastrutturali che sembrano astronavi, paludi bonificate o estrinsecazioni telescopiche d’arti futuriste.

Vogliamo corse fantastiche, sorpassi emozionanti e difficili su circuiti veri in posti anche banali ma a prezzi decenti.

Non più e giammai gare pallose con sorpassini da operetta targati Drs su tracciati finti, in location turistiche da urlo e con oneri disumani. 

Certo, Liberty Media non è un ente benefico né una congrega francescana, eppure ha delegato un profondo conoscitore della F.1 quale Ross Brawn a essere suo sensore privilegiato nel Circus, al fianco del nuovo uomo forte, Chase Carey

Sì, stanno ripartendo da zero e hanno rilasciato dichiarazioni d’intenti che prendono in considerazione la maggior parte dei punti di cui sopra, consci che continuando come nel passato prossimo la F.1 corre verso l’harakiri.

Intanto venerdì prossimo riaprono il locale e in vetrina hanno già apposto, bello grosso, il cartello con su scritto NUOVA GESTIONE, come accade in quei ristoranti in cui il mangiare era troppo sciapo e caro. 

È un buon segno, altro che storie.

In tanti auspicano che la Ferrari ritorni a vincere. In fondo lo sperano tutti, perfino i rivali, tacitamente.

Ma quel che più conta è che, da Melbourne in poi, torni a vincere la F.1.

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