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Dai, smettiamo di pensare a domenica scorsa. Lewis Hamilton non è solo un quattro volte campione del mondo reduce da un trionfale bagno di folla, ma presumibilmente molto di più. Il fresco tetracampione di Stevenage è arrivato al titolo in Messico con un anonimo ma efficace nono posto, in concomitanza con l’ennesima giornata anomala di Seb Vettel che gli ha consegnato l’iride sul piatto d’argento.

Okay, detto questo, la notizia è già vecchia e va letta in prospettiva. 

In altre parole, al di là del trionfo 2017, cosa vuol dire il quarto mondiale per Hammer nella storia della categoria?

Soprattutto significa che potenzialmente ne può vincere cinque, sei e/o sette senza andare contro la logica, anzi, surfando dolcemente su essa, spinto da un vento meraviglioso quanto ideale e da onde montanti memorabili.

Il ciclo Mercedes nell’era turboibrida è una delle più solide realtà in 57 anni di F.1

Editoriale del Direttore: Magica domenica da campioni del mondo

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