Quel marameo Red Bull a Imola

Quel marameo Red Bull a Imola

Il top team non poteva non sapere che il 12 ottobre sarebbe stato il celebration day filmico per il mondiale vinto da Max in Giappone. E proprio a casa della Ferrari...

17.10.2022 09:55

La domanda non è mica oziosa ma dovuta: insomma, la Red Bull ci ha fatto apposta o no a prenotare Imola il 12 ottobre 2022 come shooting day, ossia giornata di filmati promozionali e autocelebrativi, a seguito del secondo titolo mondiale di F.1 vinto da Max Verstappen? È dal Gp di Francia del 24 luglio che Red Bull medesima, Max Verstappen e chiunque dotato di un minimo di potere raziocinante si sono resi conto che ormai non avrebbero perso in pista né il mondiale Piloti né quello Costruttori: neanche se l’avessero voluto, punto. Con quelli che, passata Monza e da Singapore in poi, son diventati la bellezza di sei match ball consecutivi per aggiudicarsi l’iride Piloti. Il primo shot, quello di Marina Bay, non era per niente probabile, ma il secondo in Giappone ci stava tutto. E quando la pista del Santerno è stata prenotata, la cosa, oltre che auspicabile, era ormai ragionevolmente prevedibile.

Un video da campioni

Tanto che la squadra del fresco campione del mondo si è presentata proprio mercoledì 12 ottobre a Imola con una piccola armada fatta d’una monoposto vecchia come il cucco, ma nei colori di quest’anno, una crew di piloti composta da Max Verstappen medesimo, il richiamato alle armi David Coulthard, vetture Gt per portare a bordo telecamere per visioni pluriprospettiche, più uno stormo di droni, ossia fascinosi attrezzetti ovviamente vietatissimi nei weekend di gara veri e propri. Via, c’era tutto l’armamentario per una gran festa visuale, al fine di girare una specie di trionfante megaspot celebrativo sia per Red Bull che per Honda. E tutto ciò, guarda caso, sul tracciato idealmente di casa della squadra, la Ferrari, che si è dimostrata la più coriacea a contendere al drink team entrambi i titoli in ballo. Peraltro con quello Costruttori ancora non matematicamente assegnato ma ragionevolmente pronto anch’esso a prendere la stessa direzione di quello Piloti. Per dirla in altri termini, questa faccenda di Imola, che di per sé non sposta proprio niente, per carità, dimostra tuttavia qualche cosuccia invisibile ma interessante.

Cosa ci insegna questa storia

Punto primo, la Red Bull delle violazioni minime o no al budget cap non è assolutamente preoccupata oppure, verosimilmente, fa di tutto per dimostrare di non esserlo. Non solo. Tra i tanti circuiti che avrebbe potuto scegliere per un filming day, l’austriaco Red Bull Ring per primo, comodissimo e naturale perché suo, nel periodo caldo dell’assegnazione del titolo Piloti va a prediligere proprio quello intitolato ad Enzo e Dino Ferrari, ma pensa te. Della serie, visto che verosimilmente il 12 ottobre sarà il giorno dopo della sbornia festaiola, tanto vale andarsi a sparare l’hangover davanti ai nostri rivali per ora più giurati. In fondo che tra Red Bull e Verstappen e la Ferrari non corra tantissima simpatia lo aveva dimostrato anche il mucchietto di vocine e accuse lanciate dai membri del team austriaco e soprattutto dallo stesso Max all’indirizzo del Cavallino, dopo i successi di Spa e Monza 2019, suggerendo che il successivo calo di competitività della Rossa aveva assai a che fare con la possibilità che fosse diventata improvvisamente conforme, mentre prima magari non lo era stata.

La Ferrari sta a guardare

Il resto è (per niente) noto: la Ferrari, presunta ma non annunciata salassata, vive ben due annate di malinconico purgatorio, spompata in pista dopo un accordo segreto ed extragiudiziale con la Federazione. E già nel dicembre 2019 l’allora amministratore delegato Camilleri aveva fatto chiaramente intendere che, dopo quell’uscita a gamba tesa, Max Verstappen non sarebbe mai diventato un pilota Ferrari neanche nel futuro più remoto, dandogli una specie d’ideale ergastolo araldico con fine pena mai. Lo stesso Max, un paio di mesi fa, a specifica domanda sulla possibilità ipotetica di poter finire da quasi vecchio alla Rossa (visto il lungo vincolo che da quest’estate lo lega alla Red Bull), aveva risposto stile 007, con un bel mai dire mai, quasi a tendere un ramoscello d’ulivo. Comunque, a parte queste sciocchezzuole in codice, un paio di cose sono certe anche a una mia zia di Spoleto: per usare un eufemismo, la Red Bull non prova gran simpatia né per la Mercedes né per la Ferrari.

Niente succede per caso

Anche perché, quando, in piena prima generazione turboibrida, il rapporto di fornitura motoristica tra Renault e Red Bull medesima s’era ormai deteriorato, la Casa tedesca aveva rifiutato di fornire propulsori al drink team, mentre la Ferrari s’era limitata a dare la disponibilità per unità non ultraggiornate, decretando di fatto di voler gettare solo un salvagente mezzo sgonfio alla squadra austriaca finita idealmente in mare. Da lì in poi i dispetti non sono mai mancati tra le parti in causa, nessuna esclusa, ad ogni benché minima occasione. E quelli della Red Bull, Marko e Horner in testa, non sono certo solo cattivi, ma di più. So’ perfidi proprio, ecco. Se possono, ti pungono il sedere con l’ago immerso nel pepe verde e strusciato sulla candeggina, sotto sotto ridendoci pure su. Tanto più ora, con la faccenda del budget cap che in realtà non ha ancora avuto soluzione definita e definitiva, con Mercedes e Ferrari che a ogni dichiarazione cercano di divaricare i labbri della ferita che la Federazione ha aperto emettendo la sibillina ammissione di colpevolezza di qualche giorno fa. La verità? In questa F.1 niente succede più per caso, nemmeno gli shooting day, le frecciate e le prese in giro. Quindi, a interpretare tante piccole movenze, anche quelle apparentemente meno significative, come precisi segnali e colpi di specchio in codice, non si sbaglia mai. Una gran brutta guerra, perfino asimmetrica, di potere e poteri, oltre che agonistica e comportamentale, è in corso e a questo punto, come nelle Mixed Martial Arts, dentro l’ottagono ferrato di battaglia, vale tutto.

Il filming day della rivincita

Anche uno sberleffo, sissignori. A Imola o ovunque: in cielo, in terra e in ogni luogo. Bene. Prendiamone atto. Rivolgendo di tutto cuore alla Ferrari, a Mattia Binotto & Company il consiglio benaugurale consistente in un suggerimento semplice, scaramantico e carino: capitasse mai di vincere un mondiale di F.1, hai visto mai, il giorno dopo via belli pronti per un filming day al Red Bull Ring di mattina e il pomeriggio tutti a fare due sgommate con le Ferrari più belle degli ultimi settant’anni sul circuito delle dune di Zandvoort. Come piace a noi: con la stessa simpatia e il casuale tempismo della Red Bull a Imola, in quel mercoledì 12 ottobre mezzo soleggiato dell’autunno 2022.


  • Link copiato

Commenti

Leggi autosprint su tutti i tuoi dispositivi