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GP Monaco, l'analisi delle libere: Tori scalpitanti

Non sempre si riesce a portare subito al limite una macchina da corsa, e il concetto non viene certamente meno quando si ha a che fare con una Formula 1 attuale e soprattutto quando siamo su un tracciato "modello montagne russe" come Montecarlo. Già difficile di suo, il GP monegasco ha quest'anno aggiunto altre variabili, vale a dire il nuovo asfalto su oltre metà tracciato e le nuove gomme ultrasoft della Pirelli, il cui comportamento non è stato certo "metabolizzato" in occasione dei test a Barcellona. Là il degrado era evidente già nel corso del primo giro, mentre a Monaco si parla addirittura della possibilità di farne più di trenta. Quanto sarà davvero possibile ciò, lo vedremo domenica, ma la differenza pensiamo si capisca. 

Ora, con queste incognite è capitato che anche fra i più esperti ci sia chi non ha fatto "quadrare" tutto, e lo si è visto dal numero notevole di errori pur su un tracciato dove prima di tutto si cerca di non sbagliare. Fra l'altro le continue safety car virtuali non hanno certo aiutato a prendere il ritmo. Ne hanno fatto particolarmente le spese i due della Ferrari, soprattutto Sebastian Vettel che ha fatto errori decisivi (per quanto possa valere questo aggettivo nelle "prove del venerdì" portate al giovedì per sovrappiù) nei giri da simulazione di qualifica, quelli che portano il tempo. Resta il fatto che di errori si tratti, tanto che perfino Kimi Raikkonen ha perso il suo "aplomb" quando nelle domande rivoltegli sembrava non si comprendesse la differenza fra aver sbagliato oppure essere lenti. 

Ovviamente un tempo alto per un errore non garantisce però che senza errori il giro sia automaticamente velocissimo. La controprova l'avremo fra due giorni, ma resta l'impressione di una monoposto Ferrari anche stavolta (come a Barcellona) nervosa, poco incline a tenere bene la corda e quindi con la quale è facilissimo sbagliare. E non è bello avere fra le mani una macchina "poco fiduciosa" quando ti aggiri per i guard-rail di Montecarlo. 

Problematiche che non sembrano proprio riguardare Daniel Ricciardo. Certamente la Red Bull è una monoposto ottima e il nuovo step motoristico by Renault non ha fatto male, ma non è certo solo questo che ha fatto la differenza questo giovedì, come ha subito risposto l'australiano nelle interviste, scherzando ma non troppo. Su una pista dove non è il motore a fare la differenza, ha rifilato quasi 1 secondo al pupillo del marketing del team, un Max Verstappen che comunque non ha certo demeritato col suo quarto tempo. 

Rosberg: "Le Red Bull sono molto forti"

Mercedes "circondate" dunque, senza peraltro che i tecnici e i piloti possano apparentemente lamentare qualcosa di specifico, anche perché il ritardo è inconsueto, con 6 e 9 decimi per Lewis Hamilton e Nico Rosberg rispettivamente. Indubbiamente da qua a sabato analizzeranno bene tutta la situazione, vedremo con quali risultati. Intanto chi può essere soddisfatto di essere subito dietro a questi protagonisti è il team Toro Rosso, a completare un ottimo risultato di brand e prefigurando più di qualche soddisfazione ai due piloti. 

Volendo fare un po' di fantastrategia, peraltro, sia Toro Rosso che Force India (con Sergio Perez 8° e Nico Hulkenberg 11°, quindi non chissà dove) ci forniscono un ottimo assist. Entrambi i team hanno infatti a disposizione tre set per ciascuna mescola più dura (cioè soft e supersoft, che si aggiungono alle ultrasoft) e questo potrebbe fare la differenza in gara. Infatti è vero che le ultrasoft sembrerebbero poter reggere oltre 30 giri - così almeno hanno dichiarato in Pirelli, e in effetti ci si è avvicinati in tanti - ma considerando i 77 giri di gara ciò rende ancor più problematica l'applicazione della quasi certa tattica a una sosta. Infatti a questo punto diventa decisivo effettuare la sosta al momento giusto, operando anche di undercut, considerata l'estrema difficoltà a superare su questo tracciato. 

E proprio Toro Rosso e Force India potrebbero sfruttare al meglio questa opportunità, avendo analizzato al meglio in prova il comportamento di entrambi i compound del secondo stint di gara (posto che tutti partano con ultrasoft dalle qualifiche). Avendo in più la scelta fra entrambe le mescole, a seconda della situazione del momento. Certamente non è tutto facile e occorre pure partire da una buona posizione in griglia. Ma avendo dimostrato che la terza fila non è irraggiungibile, anzi, ecco che queste due squadre "outsider" potrebbero trovarsi con ottime carte da giocare. 

Dopo quanto scritto, probabilmente assume maggior significato che la Ferrari si sia dedicata abbastanza anche alle mescole più dure in funzione gara, nel corso di questa prima giornata di prove. Ovviamente resta da vedere che non arrivi la pioggia in gara: un'eventualità che al momento in cui scriviamo non è certa, pur se sarebbe indubbio un calo sensibile delle temperature con cielo nuvoloso. Come sempre, anche da questo punto di vista non potremo far altro che aspettare il momento della gara per vedere cosa succederà effettivamente.