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Dal Granpremietto al Granpremiaccio

Stavolta la pagliacciata è e si profila totale, assurda, inaccettabile. Sto giro nel fantomatico GP del Belgio 2021 partire è un po’ morire, anzi, equivale quasi ad ammazzare la credibilità di un mondiale bellissimo nel duello tra Hamilton e Verstappen, ma dalle ali sempre più tarpate da polemiche, tentennamenti, decisioni strane, esitanti e insopportabilmente balbettanti.Ma come, in qualifica si va avanti alla sperindio fino al catastrofico botto di Lando Norris a Eau Rouge, quando era chiaro anche al pilota del furgone della Nettezza Urbana locale che in quelle condizioni le monoposto non potevano andare avanti, perché a ogni metro erano a rischio di aquaplaning. E quando c’è aquaplaning non va davanti, non svetta mica il più veloce, ma si fa male il più sfortunato, quindi tanto vale stoppare tutto e lasciare le cose come stanno.

Domenicali: "Decisione sul GP del Belgio scollegata da fattori commerciali"

Anche perché Spa non è Mondello Park, è un posto velocissimo, infido e affascinante e, se ti ritrovi a sbattere mentre vai a tutta, sei fortunato se te la cavi con un semplice check in ospedale. Non solo. Spa è un posto estremo. Il circuito più classico, duro, cattivo, probante e bello ancora nel giromondiale. Tirare troppo la corda, cercarsi rogne o andare a solleticare inutilmente e sterilmemnte il dio del rischio significa anche esporsi all’ipotesi di un incidentone definitivo tale da rovinare tutto. Un lusso maledetto che le corse moderne prorio non si possono né si devono permettere. Però è anche vero che di recite dell’asilo Mariuccia non v’è alcun bisogno. Che senso ha fermare tutto per pioggia, la domenica, aspettare ore e ore per infine ridare il via al micidiale mecanismo di partenza sotto Safety-Car che implica l’obbligo successivo di dover comunque assegnare metà punteggio financo dopo due soli giri sotto regime di corsa neutralizzata? Ma vi rendete conto quale enormità inguardabile di boiata è avvenuta? Per la prima volta in tutta la storia delle corse è stato assegnato un punteggio rilevante benché dimezzato all’interno di una gara mai disputata, di una competizione mai davvero partita, di una lotta che non c’è mai stata e di una sfida che non s’è verificata. Questo significa una cosa semplicissima e terribile, come eventualità, ossia la seguente. Siamo, lo ricordo, all’interno di un’appassionante lotta a due per l’iride tra Lewis Hamilton e Max Versteppen i quali verosimilmente alla fine arriveranno in volata per aggiudicarsi il titolo, con un verdetto che potrebbe dipendere da una semplice quanto infinitesimale incollatura. Ebbene a questo punto appare del tutto probabile che la domenicaccia di Spa e la gara mai nata potrebbero addirittura rivelarsi, col senno di poi, determinanti per assegnare l’iride, a fine stagione.

SONDAGGIO A Spa il GP del Belgio del caos: siete d'accordo con le decisioni di Masi?

Dio non voglia che possa finire così, ma l’eventualità sta in piedi eccome. E in questo caso per la prima volta al mondo il risultato di una sessione di qualificazione sarebbe stato promosso direttamente a podio di Gran Premio e a possibile discriminante del mondiale senza ragione logica apparente ma per la sola ansia di prendere decisioni sconclusionate e assurde. Dio ce ne scampi da castronerie del genere, ecco. Se dal Gp di GranBretagna e in tre occasioni, Monza compresa, una garetta viene fatta contare per esperimento come fosse una qualifica, a Spa si arriva alla determinazione algebricamente contraria, facendo contare una qualificaquasi fosse mezza corsetta. Ma stiamo scherzando? Quando mai? Con quale logica? Con che dignità?

Se penso che Chris Amon in 96 tentativi non è mai riuscito a vincere un Gp in vita sua pur restando al comando per giri e giri su tutti i circuiti più pericolosi del mondo prima che la sfortuna lo fermasse, proprio non mi capacito di capire come sia invece possibile aggiudicarsi un Gran Premio iridato con tanto di podio e inno nazionale senza neppure un via reale. A queste condizioni era buono di vincere il Gran Premio del Belgio pure mio zio Raniero, con l’Ape Piaggio. E stavolta Lewis Hamilton ha ragionissima d’essere inferocito perché così facendo i padroni del vapore non solo hanno piazzato uno sberleffo al suo punteggio in classifica generale ma, che è pure peggio, hanno rifilato uno sganassone devastante e sdentante alla già bucherellata credibilità della Formula Uno.

Dai, su, basta. Basta con gli arbitri che fanno più gol dei giocatori ecoi giudici più pericolosi degli imputati. La Formula Uno non è, non deve né può esser questo. Quando piove troppo, si sta a casa, mica si fa finta di correre. Non ci vuole poi tanto, per capirlo e attuarlo, basta solo un briciolo di buonsenso. Sennò tanto vale giocarselo a rubamazzo, questo bellissimo mondiale, che stanno rendendo sempre più brutto sol perché mal gestito e orrendamente tutelato. E così, dopo l’orrendo Granpremietto, adesso a Spa, sulla pista più adorabile, vi siete inventati il Granpremiaccio. Al peggio non c’è mai fine, è proprio vero. Forse sarebbe meglio di lanciare la patente a punti anche per arbitri, soloni e padroni della F.1, giudicabili da piloti, addetti ai lavori e, perché no, dagli stessi appassionati. Se così fosse, dopo la pagliacciata di Spa, i mammasantissima del Circus si ritroverebbero quasi tutti a piedi, senza nessuna ripartenza programmata. Neanche finta, come piace a lorsignori.