Vai a spiegarlo alle migliaia di persone che il GP del Belgio lo hanno atteso per 4 ore sotto la pioggia, con un biglietto in mano valso appena il lasciapassare per seguire una manciata di giri dietro la Safety Car. Vai a spiegare che la corsa c'è stata, lo show è passato, insieme ai tagliandi venduti e arrivederci al prossimo anno.

Da un lato le condizioni meteo proibitive per dare il via a un GP in condizioni di sicurezza per i piloti, dall'altro le scelte della direzione gara, il procrastinarsi dell'attesa aspettando una "finestra", una tregua meteo che vedesse diminuire la pioggia sul circuito e la speranza di condizioni di visibilità migliori.

Aspettare un miglioramento che non c'è stato, salvo poi decidere di mettere un sigillo sul GP del Belgio, effettuare il minimo sindacale dei giri in pista, dietro Safety Car, perché l'"evento" fosse valido per l'assegnazione del punteggio. 

Decisioni dettate dalle responsabilità

Stefano Domenicali contesta l'idea che dietro la decisione di dare il via dietro Safety Car, la seconda volta dopo la lunga interruzione, ci siano state valutazioni di tipo commerciale. Resta l'esempio del GP d'Australia del 2020, le formule barocche scelte nelle dichiarazioni delle parti per dire della cancellazione, che portò con sé il rimborso dei tagliandi per il pubblico e le valutazioni sui diritti che il promoter paga all'organizzatore.

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"Quando sento che c'è stata una discussione di tipo commerciale dietro la decisione, dico che non è assolutamente vero. Quando parliamo di gare c'è una responsabilità, c'è un chiaro processo e queste cose non sono assolutamente collegate", spiega l'a.d. della Formula 1.

Gestione corretta

Domenicali prosegue sottolineando come i diritti dovuti per il GP, pagati dal promoter, sarebbero stati corrisposti alla FOM anche senza la partenza dietro Safety Car alle 18:20, con la quale si è raggiunto il minimo di giri necessario ad assegnare metà punteggio. "Assolutamente sì, per questo dico che considerare la cosa come  legata in qualche modo a implicazioni commerciali è errato. 

È chiaro che per il pubblico è un peccato quanto successo, tutti vogliono assistere a una vera gara. Però ritengo che la decisione presa dalla direzione gara sia assolutamente corretta. C'era il desiderio e la volontà di correre la gara, c'era una finestra su un possibile miglioramento meteo per provare a partire e fare la gara. Poi, non appena è ripartita, i commenti sono stati piuttosto chiari. 

Malgrado la delusione per tutti, credo che sia stata in termini di gestione la cosa giusta da fare".