Gran Premio d’Australia 2001. Un giovane biondo discute pacatamente con gli addetti alla sicurezza di fronte ai tornelli del paddock di Melbourne: “Scusate non ho il pass ma sono un pilota di Formula 1”. Inizia in modo ben poco trionfale la carriera nel Circus di Kimi Raikkonen, all’epoca esordiente con Sauber. La security non vuole saperne. Nessuna eccezione: vattene o paga il biglietto come tutti. Kimi Raikkonen? Mai sentito. Poi dopo mezz’ora di tira e molla, il futuro Iceman riesce finalmente a entrare nel paddock. 

Nel nuovo numero di Autosprint, in edicola dall’8 agosto, Leo Turrini racconta alcuni retroscena dell’ultimo campione in Rosso, che conquistò i primi successi con la McLaren del dopo Hakkinen prima di passare in Ferrari, fortemente voluto da Todt e dallo stesso Schumacher. Mentre Montezemolo avrebbe preferito Alonso, più mediatico dell’algido Kimi. Che da quando è tornato a Maranello nel 2014 non passa giorno senza prendersi del bolso. Del bollito. Dello svogliato. Rimbrottato a più riprese anche dal preisdente Marchionne e dal team principal Arrivabene. Però Kimi è ancora in pista e senza polemiche centra la pole a Montecarlo e para i colpi al compagno di squadra Vettel in Ungheria. Ecco Kimi secondo Leo, un ferrarista di rito raikkoniano.