Il Mondiale Rally è scattato a Montecarlo dove ininterrottamente da cinque anni a questa parte Sebastien Ogier tratta un po’ tutti quanti da Principianti di Monaco. Verglas, neve, aderenza precaria: il ragazzo di Gap, cresciuto proprio col culto della passione che innesca il rally più famoso del mondo sulle strade che serpeggiano attorno alla sua cittadina, danza come nessuno. Non è assolutamente un caso se dopo otto mesi di digiuno, ma con l’ennesimo titolo iridato artigliato, l’enfant du pays abbia ritrovato la vittoria in mezzo alla sua gente, sopra le sue strade, all’interno di una gara che non ha eguali e che continua a essere la variabile impazzita nel calendario di un Mondiale partito subito a palla ed esaltato da vetture sempre più performanti. Servono nervi saldi e grande classe per aggredire l’asfalto a bordo di una Wrc Plus e in mezzo a prove speciali che dietro ogni curva possono celare trabocchetti e insidie continue.

Un rally ancora vecchio stile il Montecarlo, sempre da prendere con le pinzette di precisione perché capace di partorire sorprese e mai abbastanza indicativo in chiave futura proprio perché gara troppo diversa dalle altre. Una gara dove il pilota fa la differenza. E anche una vera riserva di caccia per Ogier che ha infilato il 41esimo successo iridato, iniziando la nuova stagione nella solita posizione in cui aveva concluso la precedente. Ovvero in vetta al Mondiale con quella Fiesta (anch’essa iridata) rivista nelle sospensioni ma che presenterà le vere novità a stagione in corso. Pare quindi abbastanza evidente, al di là del risultato sulle strade del primo round iridato, che Ogier e la Ford hanno la ferma intenzione di continuare a macinare km e vittoria in mezzo a una concorrenza che non manca di certo, capitanata da una Toyota che ha trovato nell’ex compagno di squadra di Ogier, Ott Tanak una punta di diamante forse ancora più pungente di Latvala e Lappi

Dal Mondiale Rally a un altro luogo di culto: Daytona. Nello stesso week end infatti anche la famosa 24 Ore della Florida ha tenuto tutti col fiato sospeso per l’esito di una sfida in cui ancora una volta la Cadillac-Dallara ha monopolizzato la scena e portato a casa il successo. È stato, invece, più travagliato del previsto il secondo capitolo della storia di Fernando Alonso nelle grandi classiche americane. Dopo il figurone del debutto alla 500 Miglia di Indianapolis, l’asturiano si è messo nuovamente in mostra quanto a doti di guida restando però a bocca asciutta in termini di risultati. Quantomeno, se l’obiettivo era quello di mettersi a confronto con le difficoltà di una lunga gara Endurance in preparazione per la 24 Ore di Le Mans, è stato sicuramente centrato sotto tutti i punti di vista, anche quelli più critici. E’ apparso chiaramente sin dai test collettivi che la Ligier schierata dallo United Autosports non avrebbe potuto lottare per il successo assoluto. Al contrario di Indy, dove avere una macchina del team Andretti rappresenta… metà dell’opera, sui banking e nell’infield dell’impianto della Florida la vettura francese ha faticato. Poi Alonso è stato costretto al ritiro all’interno di una gara comunque anonima in fatto di risultati. Una gara niente affatto anonima invece per Lamborghini che ha centrato la vittoria nella classe GTD con Bortolotti-Ineichen-Perera-Breukers con la Huracan del Grasser Racing Team al primo successo di categoria nella classica americana. 

Nel prossimo week end, infine, torna in pista anche la Formula E. Il terzo round della stagione si corre sulla pista di Santiago del Cile, circuito al debutto nella serie full electrics. Nel frattempo proprio quando questo numero di As arriva in edicola viene presentata la nuova monoposto rivoluzionaria con la quale si correrà nella stagione 5. Sul numero 6 in edicola la prossima settimana troverete il supplemento di 64 pagine dedicato alla F.E con un ampio servizio sulla vettura del futuro destinata a rendere ancora più intrigante e spettacolare una serie che ha tanta voglia di crescere.