1979. Traballa lo Stivale e il suo governo instabile come funghi su un crostino di pane. Inflazione al 22%, salari da lavoro dipendente depredati. Si continua a sparare per le strade e si lanciano razzi allo stadio. Succede all’Olimpico in attesa del derby Roma-Lazio: muore Vincenzo Paparelli, tifoso laziale colpito al petto prima dell’inizio del match.

In Iran va al potere l’ayatollah Ruhollah Khomeini. L’Afghanistan è invaso da truppe dell’Unione Sovietica. L’Italia è scossa dal rapimento in Sardegna di Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi. A febbraio, muore nella sua Trieste, Nereo Rocco: il mitico paron non ce la farà a vedere il suo Milan conquistare il decimo scudetto, quello della stella e dell’addio al calcio di capitan Gianni Rivera. I rossoneri si piazzano davanti al Perugia di Ilario Castagner e Paolo Rossi che termina il campionato senza sconfitte.

Con Autosprint in edicola, i grandi poster

A luglio la Sony lancia il walkman: esplode la moda delle cuffiette in una delle migliori annate per quanto riguarda la musica. Già, la musica. Quella che si suona in F.1 è una melodia dolcissima per il popolo della Rossa che torna a festeggiare titolo mondiale piloti e costruttori. È Ferrarissima 1979. Roba da pelle d’oca anche a pensarci adesso col vissuto di quarant’anni volati via ma con le emozioni di un tempo. Jody Scheckter campione del mondo per la prima volta davanti al suo compagno di squadra Gilles Villeneuve.

Esulta il Grande Vecchio a Maranello, mentre Niki Lauda e James Hunt annunciano il ritiro dalla F.1. Solo l’inglese iridato nel 1976 manterrà fede al suo intento. Imola fa le prove generali per la F.1, mentre l’Alfa ritorna e la Renault firma la prima vittoria nei Gp con una monoposto spinta da motore turbo.

Jacky Ickx lascia la sua impronta in Can Am, Prost s’impone in F.3 europea e Gilles è da show al Giro d’Italia con la debuttante Lancia Beta Montecarlo. Nei rally la Ford conquista per la prima volta nella sua storia il Mondiale Marche e i suoi due piloti Waldegaard e Mikkola si giocano il Mondiale Piloti istituito per la prima volta: per un punto ha la meglio Bjorn su Hannu.

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E poi c’è l’impresa smargiassa. Un caso eclatante. Nel 1979 al Festival della Canzone italiana a Sanremo condotto da Mike Bongiorno e una conturbante Anna Maria Rizzoli, vince Mino Vergnaghi con Amare. E chi se lo ricorda? Forse neanche l’autore: in effetti la vera musica a Sanremo, quell’anno, la suonano Tony Fassina e Mauro Mannini con la Lancia Stratos. Il loro trionfo, primo equipaggio privato italiano ad imporsi in una gara valida per il campionato del mondo, è rimasto un graffio perenne nella leggenda. Altroché la semi-sconosciuta Amare…