Una lettura della corsa non esattamente impeccabile, quella del muretto Red Bull domenica scorsa a Interlagos. L'azzardo di passare alle gomme intermedie in ben due occasioni e con entrambi i piloti da un lato ha complicato le cose a Max Verstappen, ripiombato indietro dopo essersi guadagnato la seconda posizione in pista, dall'altro ci ha regalato lo spettacolo finale, con la rimonta chiusa sul podio. Non ha convinto nessuno la decisione adottata da Horner e soci, tantomeno Lewis Hamilton, a chiedere già nel retropodio, a Verstappen, come gli fosse saltata in mente l'idea di girare con le Pirelli dalla banda verde.

Ci ha perso anche lui, 3 punti su Rosberg, con quell'errore tattico. Christian Horner prova a spiegare quale sia stata la logica che ha portato a seguire una strategia provata da piloti che non avevano nulla da perdere, non certo da chi navigava nelle posizioni di testa. 

«Puntavamo a vincere. Col senno di poi è ovviamente facile dire che la pioggia si è intensificata e le gomme full wet si sono dimostrate la mescola migliore, ma sarebbe potuta facilmente capovolgersi come situazione ed era giusto sul punto di farlo quando Ricciardo marcava quei settori fucsia. Anche la Williams di Massa trovava velocità a ogni giro, andando sempre più veloce. Poi, come abbiamo spesso visto con queste intermedie, sono di frequente la gomma più veloce non appena si mandano in temperatura»

E' scettico sulle possibilità di fare meglio del secondo posto, se avessero seguito le scelte Mercedes in tema di gomme: «Sarebbe stato difficile sfidare Lewis, sembrava avere la velocità per andare in copertura su di noi ed è per questo che abbiamo preso un leggero rischio con la strategia e lanciato il dado…».

I gladiatori della Formula 1

Nella gara dei titoli tutti per Max Verstappen, Daniel Ricciardo non è andato oltre l'ottava posizione, alla prese con problemi di visibilità che ne hanno condizionato la prestazione: «E' stata una gara frustrante, non abbiamo mai avuto fortuna con la strategia e ogni volta che cambiavamo gomme c'era una safety car o una bandiera rossa. Ma la vera difficoltà è stata con la visibilità, la visiera continuava ad appannarsi e dovevo aprirla e provare a pulirla, qualcosa mai successo prima e che mi ha rallentato. E' un peccato, la macchina valeva molto più dell'ottava posizione».

Con la pioggia le nuove F1 non stanno in pista