Passa dalla qualità dei sorpassi e non dalla quantità delle manovre, la spettacolarità delle corse. Jacques Villeneuve è tra i critici della prima ora del Drs, artificio introdotto in Formula 1 per "creare" sorpassi e, nelle intenzioni, rendere più interessanti i gran premi. Il 2017 è carico di aspettative su un nuovo modello di corse, fatto di macchine più veloci, esteticamente accattivanti, più difficili da guidare. Resta l'interrogativo - sul quale in tanti si sono mostrati scettici -: Drs a parte, vedremo piloti in vera lotta ravvicinata e per più giri?

Nel corso dell'inverno, in tema di Drs, non sono mancati i commenti che hanno sottolineato come l'effettività dell'ala mobile risulterà maggiore, frutto di velocità di punta destinate a diminuire nel confronto con le ultime stagioni, per la presenza delle gomme più larghe, a creare maggior resistenza all'avanzamento. La feroce critica di Villeneuve al Drs nasce come critica a una Formula 1 che ha voluto andare incontro alle "esigenze" dei tifosi: «Continuano a lamentarsi e dire "Non ci sono abbastanza sorpassi, non c'è abbastanza questo, quello". Dando ascolto a queste voci,  cos'ha fatto la Formula 1? "Ok, introduciamo il Drs, avremo centinaia di sorpassi in una gara". Ma ditemi un sorpasso che ricordate dall'introduzione del DRS. Non c'è. Si tratta di "Premo un tasto e non prendo alcun rischio". Oggi vediamo macchine superarsi in autostrada, non assistiamo a corse vere per questo. Abbiamo tonnellate di sorpassi ma sono noiosi, il Drs ha vanificato quello che era l'obiettivo. Nelle gare di moto, certe volte servono 10 giri a un pilota per sorpassare, ma sono giri nei quali capisci il lavoro di preparazione che svolge».

Non mancano le critiche anche alla categoria, a piloti che, secondo l'iridato del 1997, interpretano le corse come fossero in un videogame. «C'era molto più rispetto tra piloti un tempo, perché le macchine erano pericolose e superare era difficile. Non vedevi mai qualcuno zigzagare in rettilineo, né staccare all'interno: teneva la traiettoria, frenava all'esterno e provava ad allungare la staccata il più possibile. Erano manovre pulite e rispettose. Si scontravano, ma erano incidenti frutto di errori. Oggi assistiamo a un videogioco, è quello in cui i piloti credono di essere. Manca rispetto. Cos'è? Non è una parola presente nel loro vocabolario. Tutto va bene, non puoi farti male».

FORMULA 1: IL REGOLAMENTO 2017