Ripetere il quasi-miracolo australiano sarà molto difficile, a voler essere generosi. Fernando Alonso ha tenuto a galla, nella top ten, la McLaren-Honda MCL32 finché ha retto. Il Gran Premio di Cina si preannuncia come un banco di prova assai più schietto e arduo per la power unit nipponica. Sui 5.451 metri del tracciato di Shanghai, quasi 1.400 metri si affrontano in pieno e tutti d'un fiato, sotto forma del rettilineo di ritorno nel terzo settore. In assenza di cavalli, l'alchimia al ribasso va cercata riducendo il carico aerodinamico, fondamentale però nel primo e secondo settore. 

«Shanghai è nota per essere una pista dura sulle macchine, le gomme, le power unit e con un meteo spesso precario. Posso prevedere però che non avremo una velocità, rispetto ai nostri avversari, casuale come in Australia. I lunghi e veloci rettilinei prevedibilmente evidenzieranno le debolezze del pacchetto più di quanto non sia accaduto all'Albert Park. Attaccheremo la gara con il consueto spirito battagliero e la cosa più importante sarà assicurarci l'affidabilità con entrambe le macchine prima di concentrarci sulla prestazione», anticipa Eric Boullier. 

I rumours sulla ricerca di alternative future, da parte di McLaren come di Honda, una a intrattenere colloqui con Mercedes, l'altra a discutere di forniture di power unit con scuderie quali Sauber e Force India, non sono argomenti tabù in quella che è convivenza forzata, dalla quale non aspettarsi grandi risultati nel breve periodo. Alonso e Vandoorne anticipano novità tecniche in Cina, delle quali andrà pesata la portata e il miglioramento cronometrico che potranno apportare: «L'Australia per noi è stata una sorta di sorpresa, non ci aspettavamo di avere il livello di competitività espresso, sebbene sulla carta i risultati ci abbiano mostrato senza dubbio qual è la realtà. Sappiamo c'è tanto lavoro da fare e non stiamo ottenendo quanto sperato, al tempo stesso spingiamo dietro le quinte e ci aspettiamo aggiornamenti a ogni gara, Cina inclusa»

Separare le prestazioni di telaio e power unit è esercizio più complesso di quanto non possa sembrare, vista la necessità di trovare soluzioni di compromesso che mascherino l'assenza di cavalli. Primo e secondo settore esaltano le caratteristiche aerodinamiche e telaistiche e sono i passaggi sui quali le gomme Pirelli vengono maggiormente stressate: «Lo scorso anno tutti guardavano le gomme perché l'usura è solitamente alta e spesso assistiamo a fenomeni di graining, sarà interessate scoprire come andranno le nuove mescole», prosegue Alonso.

Le aspettative di Fernando non possono che essere limitate: «Mi aspetto di scoprire cosa saranno in grado di fare le nuove macchine e spero di avere almeno una gara senza problemi e vedere dove saremo sotto la bandiera a scacchi. La pista è particolare, curva 1 - dell'intero calendario - è la mia preferita e rappresenta un buon test per il pilota, con velocità media superiore rispetto allo stradale di Melbourne»

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