L’aveva desiderato, bramato, dichiarato. E finalmente Lewis Hamilton ha ottenuto il duello ruota a ruota contro la Ferrari di Sebastian Vettel. A Barcellona l’ha spuntata, centrando la vittoria numero 55 in carriera, grazie a un’efficace e intelligente strategia del suo muretto. E perché al Montmelò la sua W08 ne aveva un pelino di più della SF70H. Lo si è visto al giro 44, quando The Hammer ha bruciato Seb prima della curva 1, quasi stesse facendo un sorpasso in autostrada, sfruttando tutto il motore della sua monoposto e il vantaggio di mescola. 

Ha vinto ma non ha certo dominato come si sarebbe potuto temere venerdì sera. Passato in partenza Hamilton ha sofferto come non mai e il team Mercedes le ha tentate tutte, riuscendo alla perfezione, per metterlo in condizione di vincere. Usando Bottas come scudiero: prima per rallentare Vettel mentre Hamilton rientrava dal pit-stop, poi consentendo al compagno di squadra di transitare per lanciarsi all’inseguimento della Ferrari.

Mercedes è stata magistrale nello sfruttare la virtual safety car imposta dopo il contatto Vandoorne-Massa, facendo rientrare il britannico che, abbandonate le gomme bianche per le gialle, ha potuto martellare fino a ritrovarsi ruota a ruota con Vettel, che al giro 37 tornava ai box per giocare la carta medium. Lì si è consumato l’episodio più esaltante di un Gp dalle grandi emozioni, remake del Mansell vs Senna del '91, con il tedesco che a spallate mantiene la testa della gara. Hamilton l’aveva bramato il duello ma in quel momento esclama “Così è pericoloso!”.

Poi, scartavetrata la Ferrari al giro 44 e messa in tasca la vittoria, nel trionfo del podio ha nuovamente esaltato la sfida: “Pensavo di aver preso la posizione ma poi mi sono trovato Seb di fianco: le gare devono essere così, non cambierei nulla. E’ stata una gara sfiancante a livello fisico, penso di aver perso due chili. Anche per tenere il ritmo di Seb, che ha tenuto un passo incredibile, è veramente bello correre così”.

Lewis si riprende dunque alla grande dalla ben poco fruttuosa campagna di Russia, pareggiando il conto in fatto di vittorie con l’avversario e rosicchiando punti preziosi in classifica generale. Un successo del pilota ma soprattutto di una squadra, si diceva, capace di riportare in vetta il suo campione fregato allo start. E Hamilton, nella gioia del trionfo, tributa ai suoi i giusti elogi: “Certamente non sono partito nel miglior modo possibile, evidentemente non sono stato abbastanza bravo e ho avuto un po’ di pattinamento. Ma il team ha fatto un gran lavoro, è stata una lotta molto ravvicinata; Seb è stato veloce ma la squadra ha trovato la strategia giusta. Ora occhi al Principato di Monaco, dove lo scorso anno Lewis resuscitò dopo un periodo buio, nella speranza di assistere a un nuovo duello rusticano.