Il ruolo di favoriti, in Ferrari, lo hanno guadagnato sul campo. Vincendo e, quando è sfuggito il successo, offrendo le assicurazioni necessarie per affermare che la SF70H c'era. In Cina, in Russia, in Spagna. Teatri di festa Mercedes, sudatissima, quando non supportata dalle particolari condizioni, vedi Shanghai. Mercedes che si trova a inseguire, una rincorsa da compiere senza poter contare sulle granitiche certezze dei tre titoli consecutivi, semmai con la necessità di affinare il progetto W08 là dove ancora carente. Barcellona, è bene ricordarlo, ha restituito una monoposto evoluta che ad alcune criticità ha saputo porre rimedio, vedi la consistenza nella gestione delle gomme. 

Resta un handicap tecnico nel corretto funzionamento delle mescole più morbide della gamma Pirelli, nella capacità di attivare uniformemente sui due assi la finestra di temperatura ideale, specialmente su circuiti dove il contributo aerodinamico è minore e sono le doti di grip meccanico a contare. Toto Wolff analizza il momento difficile, riassumibile nei 25 punti di ritardo di Hamilton da Vettel e nei 17 del mondiale Costruttori: «Abbiamo una macchina competitiva, che ci ha permesso di vincere tre delle prime sei gare, ma ci ha causato anche più difficoltà degli anni scorsi.

Dobbiamo lottare con tutto quel che abbiamo per ogni singola vittoria, pole position, podio e per ogni punto. Non puoi più aspettarti di guardare la classifica dei tempi e trovare due Mercedes davanti a tutti». Una prospettiva insolita, da annate nelle quali il tennistico 6-0, 6-0, 6-0 era la regola, a un confronto nel quale ogni set va portato al tie-break, provando a non soccombere in anticipo. 

«Lavoriamo tutti senza sosta in fabbrica per analizzare le difficoltà che stiamo incontrando, definire gli obiettivi, operare con i dati in possesso e trovare le giuste soluzioni. Alcune arriveranno a breve termine, per altre servirà più tempo», aggiunge il team principal. Hamilton, dopo Montecarlo, ha individuato nei tre appuntamenti di giugno altrettante gare "a rischio" se non arriveranno risposte definitive ai problemi riemersi a Monaco e legati allo sfruttamento delle gomme. 

Toto Wolff richiama il passato, quello che fu un singolo episodio a ben vedere, non una tendenza, per giustificare non solo le immutate ambizioni ma la capacità di intervenire e rialzarsi da una pesante battuta d'arresto: «Abbiamo già avuto fine settimana dai quali siamo usciti ammaccati, si tratta semplicemente di rialzarsi dopo la caduta. Ricordo i problemi avuti a Singapore nel 2015, che ci fecero davvero male, allora fissammo un termine per superare quella battuta d'arresto prima di concentrarci sulla gara di Suzuka, che vincemmo.

Abbiamo fatto lo stesso dopo Monaco, dare una soluzione ai problemi prima di volgere l'attenzione a Montreal. Questa stagione sarà una maratona e non uno sprint. Fa male dirlo, ma non siamo i favoriti, al momento è la Ferrari. Hanno un pacchetto molto competitivo e dobbiamo alzare il nostro livello per dimostrare ancora una volta che siamo noi il team da battere. Restano 14 gare e tutto è aperto. Guardiamo a Montreal e alla possibilità di un ritorno con un risultato consistente, siamo fiduciosi avremo preziose risposte ad alcuni difficili interrogativi».

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Corsa ancora lunga, quella in ottica iridata, nella quale Bottas e Hamilton avranno carta bianca, assicura: «Abbiamo due piloti eccellenti e resteremo fedeli alla nostra filosofia di lasciarli gareggiare liberamente uno contro l'altro per far crescere il team, anche se a volte può essere difficile, visto che non sempre il pilota davanti in Campionato è in lotta per la vittoria.

Mi aspetto un week end interessante in Canada, potrebbe essere una gara difficile per noi in ragione del layout della pista, resta comunque una pista che si addice ai nostri piloti, Lewis ha vinto in passato e valtteri è sempre stato competitivo con la Williams».

L'editoriale: Un duello tra passato e futuro