Far peggio della Malesia era oggettivamente difficile per Valtteri Bottas. Suzuka ha restituito una buona prestazione in qualifica, vanificata dalla necessità di sostituire il cambio con la conseguente penalizzazione in griglia di 5 posizioni. Pur con la gomma soft nel primo stint, il recupero in gara si ferma ai piedi del podio, dietro Daniel Ricciardo, senza mai una reale opportunità per tentare il sorpasso. Il gap di 3 decimi accusato da Hamilton al sabato è lo spunto dal quale ripartire per chiudere un 2017 su altre note e lasciare alle spalle un periodo molto difficile tra Belgio e Malesia.

«E' stata una battaglia ravvicinata, specialmente nel finale, quando mi stavo avvicinando a Daniel ma semplicemente non c'era più tempo e le fasi sotto VSC non hanno aiutato. Il passo è sembrato a posto, sapevamo però che arrivando su questa pista i sorpassi sarebbero stati problematici», l'analisi del pilota finlandese. Giro più veloce su gomma supersoft, in 1'33"144 (3 centesimi appena più rapido di Raikkonen, entrambi sulla medesima tattica), Valtteri ha contribuito ad ampliare il gap tra Hamilton e Verstappen dopo il pit-stop di Lewis, frangente in cui, anche a causa dei doppiati, la Red Bull ha ricucito le distanze fino a meno di un secondo. Probabilmente ha compromesso le possibilità di podio in quei giri.

Tra il ventottesimo e il giro trentesimo, passaggio del rientro al box, Valtteri ha giocato ancora da barriera tattica: «Abbiamo analizzato tutti i possibili scenari prima della gara, così quando Lewis mi ha ripreso dopo il suo pit ho provato ad aiutarlo a vincere. Per me non c'è stato molto da discutere, mi hanno solo detto quando farlo e ho compreso pienamente. Quando ho lasciato passare Lewis e posto tra lui e Max ho perso certamente del tempo, questo ha compromesso un po' la mia gara; senza la penalizzazione per la sostituzione del cambio non ci saremmo trovato in questa situazione. Non è stata ideale né per me né per Lewis, ha perso del tempo lui (via radio ha chiesto al muretto di accelerare i tempi perché Bottas lasciasse strada; ndr) e anch'io ho perso un bel po' di secondi che mi avrebbero aiutato enormemente a fine gara».

L'unica opzione disponibile per recuperare posizioni in gara, dalla settima di partenza, era puntare su una diversa alternanza di mescole e affrontare su gomma soft il primo stint:  «La strategia è stata buona, ha creato un'opportunità nel finale, viceversa sarebbe stato davvero difficile anche solo avvicinarmi. E' stata una gara che si è sviluppata secondo quanto avevamo previsto, ma sarebbe stato bello essere sul podio.

Nel mirino: Ferrari, le non banali coincidenze che costano un mondiale

Ho imparato senza dubbio tantissime cose da questo week end, adesso voglio concentrarmi sulle ultime gare e ottenere il massimo. Austin è una pista che mi piace tantissimo, è lì che ho ottenuto i primi punti in Formula 1 (ottavo nel 2013)».

Hamilton, le mani sulla corona