Quando suggerisce alla Williams l'occasione Kubica da non lasciarsi sfuggire o, come nell'ultima uscita, dice di non essere più gradito a Liberty Media nei week end di gara, Bernie Ecclestone sa come catturare l'attenzione e regala sempre spunti di discussione. Si prepara a lasciare Londra per trasferirsi in Svizzera, scelta rinviata finché era sul ponte di comando della Formula 1 per la necessità di gestire tutto dall'ufficio di Hyde Park. 

La prossima apparizione nel paddock la farà in Brasile, a Interlagos, ospite dei team, perché Liberty Media gli avrebbe chiuso la porta in faccia: «Chase Carey ha inviato un messaggio a una delle ragazze in ufficio perché mi dicesse che non hanno tanti uffici nei circuiti, solo quelli che danno i promoter. Loro sono in tre, quindi tutti gli uffici sono impegnati. Fondamentalmente non vogliono che vada alle gare. Sarebbe stato più semplice dirlo a me, a ogni modo li ho assecondati», dice in un'intervista al Daily Mail.

E' una Formula 1 che sta scrivendo il proprio futuro, regolamentare e sportivo, sul medio periodo, guardando al 2021. E se l'impronta Liberty Media, la maggior apertura che sta provando a dare allo sport, è incontestabile - vedi l'evento di Londra quest'anno, con l'esibizione delle monoposto in strada -, Ecclestone resta scettico sulla reale visione di rottura che riusciranno a imprimere i nuovi proprietari. «Da quel che vedo non hanno fatto ancora nulla. Dicevano che non avrebbero parlato, che avrebbero agito. Dicevano che ero io che parlavo prima di fare qualsiasi cosa. Non l'ho fatto. Ho fatto le cose senza far rumore. Tutto quel che fanno loro è parlare. Hanno detto di volere 6 gare in America, ad esempio. Se io dico che picchierò  la prossima volta che lo vedrò, sarà meglio che lo faccia. Chase ha idee preconcette su quel che dev'essere fatto, ma adesso è al comando ed non così semplice come pensava. Mi spiace per lui».

A "difesa" di Liberty Media va detto come il piano di espansione della Formula 1 in America sia stato confermato ma non ha la priorità al momento. Carey ha più volte ribadito la necessità di assicurare le gare europee che fanno parte della tradizione della Formula 1 prima di guardare a un'espansione Oltreoceano. E' anche vero che l'accordo per riportare il Gran Premio di Francia in calendario, nel 2018, è stato discusso ancora sotto l'egida Ecclestone. 

L'editoriale: Texas e adesso sia quel che sia

Il grande capo ormai detronizzato dice di sentire la mancanza delle persone nel paddock, le amicizie nate in mezzo secolo di vita speso in giro per il globo. Sul campionato che volge verso le battute conclusive, non ha dubbi sull'esito: Hamilton sarà campione e il pronostico lo vede vincente già domenica prossima. «Vincerà a Austin. Ha guidato in modo superbo in questa stagione, mentre la Ferrari si è svegliata e poi si è riaddormentata». Tranchant, in perfetto stile Ecclestone. 

Button: Hamilton il più veloce, Alonso il più completo