Iniziare la stagione con due piloti, terminarla con altri due. Certamente una rarità in Formula 1. Toro Rosso si era presentata al GP d’Australia con Carlos Sainz e Daniil Kvyat, chiuderà ad Abu Dhabi con Pierre Gasly e Brendon Hartley. Sainz è andato anticipatamente a sostituire Palmer in Renault, Kvyat è stato silurato.

Ora il team di Faenza è comprensibilmente in cerca di stabilità. E l’attuale formazione sarà con ogni probabilità la stessa con cui il satellite Red Bull affronterà il 2018

“Li vogliamo per il resto della stagione e ci sono buone probabilità che la stessa line-up verrà confermata anche per il 2018” ha commentato il team principal Franz Tost alla vigilia del GP del Messico.

Gasly è il campione GP2 2016 e l’attuale vicecampione della Super Formula: Hartley ha vinto il titolo mondiale WEC nel 2015 e la 24 Ore di Le Mans di quest’anno con Porsche. “Entrambi sono piloti Red Bull, tutti e due sono piloti di grande esperienza", conferma Tost. Il neozelandese Hartley è tornato al volante di una monoposto al GP degli USA dopo anni di endurance, tagliando il traguardo al 13° posto: “E’ molto competitivo – prosegue Tost -, sono molto felice del suo ritorno e posso promettere che gli daremo una macchina competitiva. Spero che il prossimo anno saremo in grado di portare un pacchetto competitivo e che lui possa essere in grado di lottare per buone posizioni”.

Il boss della Red Bull, Christian Horner, ha aggiunto: “Hartley e Gasly rappresentano due eccitanti prospettive”, dichiarando ai apprezzare la tenacia e la determinazione di Hartley nel cercare il suo posto in Formula 1, dieci anni dopo essere stato scaricato dal junior programme Red Bull.

Infine, poche (e dure) parole nei confronti di Kvyat: “E’ libero di fare ciò che vuole. Non è più un pilota Red Bull o Toro Rosso”. Il russo, ricordiamo, era stato retrocesso da Red Bull a Toro Rosso alla vigilia del GP di Spagna 2016, spianando la strada alla prima vittoria in carriera di Max Verstappen.