Affronterà il 2018 con un casco nuovo, disegnato dai tifosi. Valtteri Bottas avrà bisogno di esprimere anche altra competitività nella seconda stagione in Mercedes. Ha attraversato momenti difficili lo scorso anno, si è eclissato in modo preoccupante al rientro dalla pausa estiva e solo nelle battute conclusive del campionato ha mostrato nuovamente sprazzi di competitività. Abu Dhabi ha mandato tutti in vacanza e nell'albo d'oro figura il nome del pilota finlandese, ultimo vincitore del 2017. Sa di dover offrire un rendimento superiore, ridurre la distanza da Hamilton, in prestazioni e punti, per guadagnarsi una conferma nel 2019. Un sedile ambito da tutti, l'interesse naturale di Daniel Ricciardo, unico top driver ad avere le mani libere per provare ad agire in più direzioni.

La Mercedes W09 verrà svelata il 22 febbraio a Silverstone, subito in pista per i chilometri dello shakedown e sarà, come nel 2017, alternanza Hamilton-Bottas al volante. Sarà una monoposto diversa, seguirà la strada dell'accorciamento del passo, ad esempio. E diverse sono le condizioni nelle quali si prepara Valtteri: «Guidare una nuova macchina per la prima volta è sempre qualcosa di emozionante. Il team lavora duramente e quest'anno ho potuto seguire questo processo e capire quanto sia stato impegnativo. L'anno scorso arrivai con la macchina già pronta, non vedo l'ora di provare la nuova e affrontare una stagione nella quale tutti partono da zero. Sarà un campionato ricco di opportunità e punto a raccoglierle».

Il metro di paragone che si trova accanto è di una grandezza tale che si fa presto a ricevere l'etichetta di buon pilota e nulla più se non si è in grado di eguagliarne i risultati. Dovrà garantire 21 gare formato-Sochi, week end da incorniciare del campionato alle spalle, Valtteri. «Ho imparato tantissimo dalla stagione 2017, sono cresciuto parecchio come pilota e appreso dagli errori che ho commesso. Il team mi ha aiutato a progredire ed essere un pilota migliore quest'anno. Quel che ha superato di gran lunga le mie aspettative è stato lo spirito di squadra, quanto tutti siano determinati a spingere per l'obiettivo comune nonché la mentalità vincente del team.

Chiuso il 2017 ho provato a riflettere su tutto quel che era accaduto, raccogliere gli aspetti sui quali avrei dovuto migliorare in inverno e in questa stagione. Adesso è il momento di iniziare a pensare bene al 2018, è una sensazione speciale trovarsi in fabbrica, osservare come si compone tutto».

Pausa invernale che diventa un momento irrinunciabile, l'unico nel quale poter ricaricare le batterie e staccare per poche settimane la spina dal logorio insostenibile di 11 mesi di Formula 1: «E' stato un periodo molto rilassante, molto più di quanto non lo fosse stato un anno fa, come tutti possono immaginare: allora c'era ancora qualcosa in ballo in questo periodo.

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Ho provato a staccare dalla Formula 1 e rilassarmi, ho iniziato ad allenarmi subito dopo l'inizio del nuovo anno. Con stagioni così lunghe, frenetiche e con la concentrazione riposta continuamente sul lavoro da fare, è importantissimo avere uno stacco in inverno. Da piloti, sopportiamo una grandissima pressione, al pari di tutti i componenti del team: sarà sempre fondamentale avere quel momento nel quale riesci a fare altre cose e raccogliere le energie per la stagione successiva».

Meeting con gli ingegneri in fabbrica e sessioni al simulatore fanno parte del programma di lavoro ordinario a gennaio. Dal 26 febbraio sarà la pista a offrire sensazioni da interpretare per sviluppare la monoposto. L'ambizione di diventare iridato è, naturalmente, scontata quando corri in Mercedes: «Ho un obiettivo, certo, tutti sanno qual è. Ho imparato moltissime cose in 5 anni di Formula 1, soprattutto nel 2017, perciò ho obiettivi elevati. E come team vogliamo restare al vertice». Hamilton permettendo.  

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