Un'irruenza e fretta da arginare, necessità segnalate all'unanimità dopo un Gran Premio di Cina nel quale Max Verstappen si è reso protagonista di troppi errori per chi vuole assurgere a campione. Christian Horner si è detto certo saprà trovare la giusta misura senza perdere la “magia” che ha contraddistinto Max dall'ingresso in scena. Baku per dare una prima dimostrazione, di efficacia assoluta, anche perché accanto si ritrova un Daniel Ricciardo che dell'efficacia nel sorpasso detiene il bollino di garanzia.

«Come definirei la stagione finora? Super, aahah! Relativamente ai risultati non è grandiosa, ma la macchina è ok. Ci manca ancora qualcosa in qualifica, però in gara sembriamo messi bene. Finora, per diversi motivi, non abbiamo ottenuto i risultati che volevamo, adesso guardo a Baku, credo potremo correre una buona gara e ne restano ancora 18, per cui spero faremo bene. La macchina è in una buona condizione e credo andrà ancora meglio su un tracciato cittadino, in ogni caso aspetto con ansia di correre a Baku», racconta Max.

Renault ha promesso incrementi nelle prestazioni e aggiornamenti a partire dal Gran Premio di Spagna, sebbene non legati all'hardware della power unit, interventi che arriveranno solo con la seconda unità, destinata a un possibile debutto in Canada. Motore che resta l'handicap da superare per eguagliare le prestazioni Ferrari e Mercedes al sabato e, in generale, il fattore principale di differenziazione delle performance in griglia anche se, osservando il divario scontato da McLaren e Renault da Red Bull, la realtà sembra essere un'altra.

«Ci sono tre squadre al vertice in lotta, dietro le altre corrono molto vicine tra loro, per cui resta interessante da seguire e credo sia uno scenario emozionante, perlomeno lo è da quel che vedo sugli schermi durante la gara. Per la Formula 1 in generale sarebbe positivo se tutto si compattasse, per farlo si deve guardare ai motori, ci sono differenze ancora troppo grandi tra le diverse power unit».

In Azerbaijan sarà ancora cruciale la gestione della gomma e potrebbero confermarsi più opzioni strategiche ugualmente valide, il rebus che ha rimescolato – con il fondamentale ingresso della safety car – un film altrimenti consolidato in Cina. 

L'azzardo su Hamilton è costato la posizione a vantaggio di Ricciardo, il clamoroso errore di valutazione nell'attacco su Vettel ha rovinato la gara del pilota Ferrari. Tentativi distanti dalle spettacolari manovre alle quali ci aveva abituato l'olandese, che sull'appagamento del sorpasso, oggi, con le nuove monoposto, dice: «Era molto più divertente sorpassare nel 2016. Potevi seguire meglio l'altra macchina e, in qualche modo, era più gratificante. Dal 2017 è diventato molto più difficile e meno divertente correre davvero l'uno contro l'altro. Lo spazio di frenata è più corto ed è semplicemente molto molto difficile seguire un'altra macchina. Puoi anche perderla improvvisamente per degli scarti improvvisi».

L'editoriale: Ferrari senza compromessi