Serve un discorso per motivare le truppe. Un'arringa napoleonica sotto le piramidi. Servono, soprattutto, correttivi tecnici, allineamento lunare perfetto, un Hamilton che faccia il Lewis Hamilton. Toto Wolff guarda al Gran Premio d'Azerbaijan, Baku per apporre il logo Mercedes dopo due Cavallini e un Toro, al quarto atto del mondiale 2018. Ragioni strettamente legate agli eventi, alla strategia, fino a precise condizioni tecniche – su Autosprint in edicola, analizziamo il tema del centro di pressione aerodinamica e l'impatto sulla gestione delle gomme da parte della W09 – hanno impedito finora una festa Mercedes in gara. Bottas l'ha sfiorata in Cina, lui che è stato l'unico “salvato” da Toto nella trasferta asiatica.

«Sappiamo di avere tra le mani una sfida enorme, l'anno scorso eravamo in una lotta dura con la Ferrari, nulla in confronto all'intensità della battaglia di quest'anno. Sia Red Bull che Ferrari faranno di tutto per batterci. Operano a un livello altissimo e continueranno a metterci sotto pressione, non è una sfida per tutti, noi invece la amiamo. Ogni componente della nostra squadra ha avvicinato questo sport per vivere tali momenti, siamo tutti insieme, compatti in una battaglia nella quale conterà ogni dettaglio e un esito che nessuno può prevedere», è il racconto della sfida da vincere, firmato Wolff.

Non va dimenticato, però, un dettaglio. Un'altra Mercedes - tutti, Mercedes inclusi - si aspettavano di vedere in azione. Eppure, nonostante le difficoltà emerse, Hamilton è a un'incollatura dalla vetta del mondiale. Un GP d'Azerbaijan attaccato nel modo giusto, una monoposto in grado di sfruttare correttamente le gomme e un clima più stabile di quanto non sia stato a Shanghai, per provare a brillare di nuovo in qualifica e trovare un margine di vantaggio chiaro, diventato un ricordo del passato. Fissare il “da farsi” è semplice, centrare l'obiettivo nella pratica lo è meno. «La stagione 2018 è destinata a essere una celebrazione di tutto quel che amiamo delle corse. Tre squadre lottano intensamente per vincere le gare, abbiamo assistito a gran premi emozionanti con sorpassi mozzafiato, le Formula 1 più veloci della storia, guidate da alcuni dei migliori piloti che lo sport abbia visto. Finora, è una stagione che ha tutti gli ingredienti per essere una di quelle leggendarie, una che i fan ricorderanno col sorriso sui loro volti nei prossimi anni», continua Wolff.

Perché sia ricordata col sorriso tra Brackley, Brixworth e Stoccarda, servirà un titolo che guadagnerebbe lustro proprio per le condizioni di competitività attuali.

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L'Azerbaijan 2017 passò alla storia per il tamponamento con ruotata di Vettel a Hamilton, per il poggiatesta allentatosi e un pit-stop che costò probabilmente la vittoria a Lewis. Fu un gran premio pirotecnico. Team e piloti scopriranno un clima diverso e, con il tema delle temperature d'esercizio ottimali nelle quali far funzionare le gomme attualissimo, i riscontri degli oltre 50° C sull'afalto di un anno fa non diranno molto nell'impostare il week end: «Andiamo a Baku con le sensazioni avvincenti che derivano dall'imprevedibilità, sarà la prima volta che il Gran Premio d'Azerbaijan si correrà in aprile, in condizioni completamente diverse dal passato, quando correvamo in giugno. E' una pista impegnativa, sulla quale i piloti hanno bisogno di avere fiducia nella monoposto per trovare il giusto ritmo e vuoi subito iniziare a girare sin dal venerdì mattina. La gara dello scorso anno ci riservò un podio che nessuno avrebbe potuto pronosticare e, visto come va sui circuiti cittadini, possiamo ancora una volta attenderci l'imprevedibile».

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