Circa un anno fa Liberty Media lanciava sul tavolo la propria idea di rivoluzione motoristica da attuare nel 2021. Piani di completa rottura con l’attuale sistema di power unit, troppo arditi perché potessero andar bene ai costruttori motoristi che tanto, sui V6 turbo ibridi attuali, hanno investito a partire dal 2014.

Passano 12 mesi e quello di fatto ufficializzato è un dietrofront netto. Le invettive del presidente Sergio Marchionne, il più chiaro ed esplicito nell’opporsi alla visione di Liberty Media sul 2021, la Nascar globale che non interessava a Ferrari, valevano nella sostanza le posizioni anche di altri motoristi.

Si è discusso su come procedere e arriveranno correttivi meno estremi alle power unit future. Anche perché, dei possibili interessati, marchi rimasti alla finestra, l’interesse di Aston Martin, di Cosworth, l’attenzione di Lamborghini, nessuno ha concretizzato l'interessein qualcosa di più, in un impegno netto.

“Penso che abbiamo in realtà una strada piuttosto valida sulla quale procedere per i motori, che per tanti versi si è evoluta attraverso colloqui costruttivi con i team. Un anno fa eravamo orientati più verso un motore significativamente ripensato.

Ma, credo, quando ne abbiamo discusso con i team tutti siamo giunti a un accordo che la giusta strada da seguire era più nella direzione di stabilizzare il motore esistente, sposandolo a una serie di norme sportive e tecniche che migliorassero la competizione e aiutassero a risolvere i problemi economici legati a esso”.

Chase Carey illustra l’evoluzione delle trattative nel corso di una conference call con gli investitori, indica la strada della Formula 1 del futuro. Intervenire con i regolamenti senza stravolgere le power unit vorrà dire modificare le norme sul flussometro, la cui rimozione varrebbe in un sol colpo due obiettivi perseguiti: più potenza e maggior rumorosità. Varrebbe già quel regime di 15.000 giri/min che i regolamenti attuali contemplano ma è di fatto impossibile e inutile da raggiungere con il limite al consumo orario di benzina.

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Intervenire sui costi, poi, limitando le sessioni al banco prova, ore e ore di test da contenere. Non dettaglia le misure che verranno messe in atto, nero su bianco nei regolamenti futuri, Carey: “Alcune di queste norme sono ancora in fase di sviluppo”. Chiarisce, però, come non verranno discusse dalla nuova struttura di governo alla quale si arriverà con il futuro Patto della Concordia, in vigore fino al 2020. Si opererà ancora con la struttura attuale e la centralità assoluta dello Strategy Group.

Maggiori dubbi restano sulla possibilità che nuovi marchi possano raccogliere la sfida della Formula 1 turbo ibrida contro i 4 motoristi che ancora dopo 5 stagioni mancano il sostanziale equilibrio delle prestazioni: “Il motore ibrido al vertice del motorsport attira i nuovi motoristi giusti. Abbiamo avuto delle discussioni con potenziali nuovi protagonisti, c’è un ampio accordo sul fatto che la direzione individuata per procedere in futuro, che abbiamo più o meno raggiunto, sia quella giusta per tutti, motoristi esistenti e nuovi”.

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