In archivio vanno il titolo di Lewis Hamilton e della Mercedes, inutile ragionare del campionato che avremmo vissuto con una Red Bull motorizzata alla pari per prestazioni o con una Ferrari senza gli errori commessi da Vettel e il passaggio a vuoto nello sviluppo dopo la pausa estiva. 

Christian Horner sa bene dell’inutilità del discutere per ipotesi. Ora che la collaborazione con Renault è giunta al termine si apre un nuovo capitolo, carico di ambizioni e supportato dal percorso di sviluppo condotto da Honda. Gli interrogativi su quanto riusciranno a estrarre prestazione dalla power unit garantendo un’elevata affidabilità sono centrali per dire se Red Bull-Honda sarà da lotta per il mondiale già il prossimo anno.

Horner guarda all’affidabilità da un altro punto d’osservazione, relativo, dall’esperienza Renault. Vale per immaginare un team in lotta per le vittorie. “L’affidabilità non è qualcosa che abbiamo avuto quest'anno, abbiamo sofferto 11 o 12 ritiri ed è stato il nostro tallone d’Achille più grande. Le percentuali che dobbiamo puntare a realizzare sono l’unico ritiro di Lewis Hamilton e di Sebastian Vettel”, spiega. Farlo, recuperando terreno sui cavalli disponibili, in un inverno che i rumours indicano con Honda già superiore alla power unit Renault 2018.

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Red Bull ha saputo essere in lotta per la vittoria a inizio anno e, con maggior costanza, nel finale. È mancata una vera spinta in qualifica che consentisse a Verstappen e Ricciardo di compiere i progressi possibili a Ferrari e Mercedes, sarà un elemento centrale anche il prossimo anno e Honda, nel rendimento al sabato, è già apparsa più competitiva e ha messo le ali a Toro Rosso con la Spec 3, più competitiva di Renault. Un indizio incoraggiante.

“E’ sempre facile dire con i se, i ma e i forse, ma se avessimo avuto altri 50 cavalli in macchina la stagione sarebbe stata piuttosto diversa, dice Horner ad Autosport.

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Cinquanta cavalli, di fatto un grande step evolutivo extra, per consentire di lottare anche su piste da motore e non solo là dove aerodinamica e telaio salivano in cattedra. La RB14 si è confermato un progetto al vertice in queste aree e Horner si spinge a dire: “Giù il cappello a tutti in fabbrica a Milton Keynes per aver realizzato probabilmente uno dei nostri migliori telai di sempre.

Quando guardi agli altri clienti con lo stesso motore c’è un mondo di differenza”.