Un ferrarista di lungo corso alla guida della Ferrari. In estrema sintesi potrebbe essere definita così la biografia di Mattia Binotto, l'ingegnere chiamato a prendere il timone del Reparto Corse.

Binotto è nato a Losanna nel 1969 da genitori di origine reggiana e ha visto spalancarsi le porte di Maranello nel 1995, dopo la Laurea in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Losanna e un Master in ingegneria dell'automobile a Modena nel 1994.

In Ferrari ha iniziato la carriera lavorando come motorista per la squadra prove fino al 2003, poi l'anno successivo Jean Todd l'ha promosso “titolare”.

Ha fatto la sua parte nel ciclo d'oro del Cavallino, con i 5 titoli piloti di Schumacher e i sei Costruttori della Scuderia, per poi proseguire la carriera all'interno dell'organigramma della Rossa diventando Capo Ingegnere nel 2007 e responsabile operativo Reparto Motori e KERS nel 2009.

Nel 2013 arriva la nomina a vice direttore del reparto Motori ed Elettronica, poi la promozione a Chief Operating Officer della Power Unit.

In questi anni la Ferrai è andata in contro a ristrutturazioni interne, fino alla decisione di Marchionne di valorizzare le risorse formate all'interno della factroy.

Questa nuova filosofia ha portato Binotto, nel 2016, a prendere il posto di James Allison e ora a raggiungere il punto più alto della carriera, quello di Team Principal.

Una vita passata con il colore rosso cucito sulla pelle non è stato l'unico fattore a portarlo ai vertici del box della Ferrari. La sua capacità di saper usare al massimo le risorse a disposizione hanno permesso di trarre benefici dalla struttura di comando più orizzontale e meno verticistica tracciata da Marchionne: la valorizzazione di Cardile e Iotti, responsabili di aerodinamica e motori, sono gli esempi migliori della sua gestione del personale.

Questo è Mattia Binotto, 24 anni passati in Rosso. È da qui che la Ferrari parte alla caccia della sua rinascita.