A rompere il muro del silenzio intorno alla Ferrari dopo il ribaltone all’interno del Reparto Corse che ha visto l’addio di Maurizio Arrivabene e la nomina a team principal di Mattia Binotto ci ha pensato direttamente il presidente John Elkann in visita al Salone di Detroit: «C’era la necessità di rafforzare la struttura organizzativa del team con una figura dalle competenze tecniche fuori discussione. – ha sottolineato – Mi sto occupando direttamente di Ferrari da pochi mesi».

Sul futuro Elkann ha poi lasciato un varco aperto su altre possibili rivoluzioni all’interno della gestione sportiva del Cavallino Rampante, ma senza minimamente sbottonarsi: «Non posso anticipare decisioni che verranno prese all’interno della Scuderia nei prossimi mesi». Nel frattempo questa settimana a Maranello c’è anche l’amministratore delegato Louis Carey Camilleri che (per ora) rimane saldo al suo posto.

Al momento sembrano allontanarsi le voci che si erano rincorse la settimana passata su un possibile ritorno di Stefano Domenicali. Il presidente della Lamborghini (che tra l’altro sta bruciando ogni record con vendite di vetture cresciute del 51%) rimarrà al suo posto a Sant’Agata Bolognese. Per il momento.

Intanto trentacinque km più in là, a Maranello, all’interno del Reparto Corse la monoposto 2019 sta crescendo nei tempi. Manca esattamente un mese al debutto della nuova Rossa che nasce sotto la sigla di progetto 670 sulla quale cadranno i veli il prossimo 15 febbraio. Due giorni più tardi dovrebbe essere previsto un filming day sulla pista di Barcellona (100 km di riprese commerciali concessi dalla Fia, in pratica 21 giri di pista a Montmelò). Poi dal 18 febbraio sempre sul circuito catalano scatterà la prima sessione di test collettivi in vista del Mondiale F.1. In pratica è già corsa contro il tempo…