La prova del nove si avrà in gara, con monoposto a correre per difendere la posizione e dover gestire le gomme. La risposta definitiva sull’interrogativo legato all’efficacia delle nuove norme tecniche imposte dalla FIA in materia di aerodinamica semplificata.

Tutto il corollario di soluzioni che tengono banco relativamente alla progettazione dell’ala anteriore, è bene ricordare da quale aspetto abbia origine. Il Gruppo tecnico della FIA ha cercato di porre un argine alle difficoltà delle monoposto nel correre in aria disturbata, ovvero, in “scia”, sebbene gli effetti negativi sull’aderenza e sulle gomme, fino allo scorso anno, fossero evidenti già tra 1,5 e i 2 secondi di gap.

I test di Barcellona restituiscono pareri contrastanti. Da un lato, Kevin Magnussen ha rilevato un effettivo miglioramento del comportamento della monoposto quando corre dietro un’altra macchina. Dall’altro, Max Verstappen decisamente tranchant: non si vedranno più sorpassi.

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Due scenari differenti, a ben vedere. La possibilità di correre in bagarre tra due macchine, senza doversi curare troppo dei danni causati alle gomme, dalla perdita di carico aerodinamico e il conseguente scivolare delle stesse con successivo surriscaldamento, non si traduce automaticamente in un maggior numero di sorpassi.

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E Magnussen, dopo il turno di prove di martedì, ha chiarito: “Ho seguito una macchina e le sensazioni sono state decisamente migliori dell’anno scorso. In tanti dicevano che non avrebbe fatto alcuna differenza, ma a seguire una macchina oggi ho sentito una notevole differenza. In realtà, riuscivo a stare dietro, ero molto più veloce di chi avevo davanti e l’ho superato. L'ho passato nel giro in cui l’ho raggiunto. Devo essere stato circa 2 secondi più veloce, credo l’avrei passato anche lo scorso anno, ma le sensazioni avute dalla monoposto sono apparse molto, molto, diverse e di gran lunga migliori”.

Commenti di segno contrario, invece, arrivano da Max Verstappen, perentorio nell’escludere maggiori sorpassi dalle soluzioni tecniche volute dalla FIA, eccezion fatta per un effetto DRS superiore: “Quando seguo qualcuno ho ancora tante turbolenze”. Poi, approfondisce il tema del recupero delle prestazioni già attuato dai team: “Guardando ai tempi, notate che stiamo andando ancora tremendamente forte, come facevamo di solito.

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Penso che la FIA e la FOM non si aspettassero un ritorno così rapido a queste velocità. Gli ingegneri sono molto svegli e sono più che in grado di aggirare un problema e, come in questo caso, trovare carico aerodinamico da qualche altra parte”.