L’errore strategico di Monaco è costato tanti punti a Renault. Richiamare Ricciardo in regime di Safety Car, la scelta errata che ha condizionato un’ottima prestazione in qualifica. Da ripetere in Canada, pista sulla quale si conterà meglio anche il progresso della modalità qualifica che ha ben impressionato Hulkenberg e Ricciardo nel Principato.

OLTRE AL PIAZZAMENTO C'È DI PIÙ

Cyril Abiteboul prova ad andare oltre il piazzamento e i 2 punti appena raccolti nell’ultima gara. Il bottino in palio era sì più consistente, a vanificarlo è stata una scelta tattica errata, parte delle operazioni del team: “Se guardiamo solo al risultato della domenica, non abbiamo tutta la rappresentazione del week end di Monaco.

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C’era il potenziale per ottenere un risultato migliore, dobbiamo guardare al quinto posto che aveva Daniel fino all’ingresso della Safety Car, dopo l’incidente tra Leclerc e Nico. È stato un week end incoraggiante, con miglioramenti continui sul telaio e progressi confermati sulla power unit”.

Come per Alfa Romeo, serve risollevarsi in classifica, ridurre le distanze da una McLaren con miglior regolarità nei risultati di questo avvio di campionato. Adesso dobbiamo puntare a un risultato, in Canada, che rifletta accuratamente il nostro livello prestazionale”, dice Abiteboul.

BASSO DRAG E CORDOLI DA DIGERIRE

Quanto vale questa Renault? Tra le squadre di metà schieramento i rapporti di forza appaiono molto “liquidi”, di pista in pista varia il “migliore degli altri”. Haas, parole di Magnussen, convinta d’essere la macchina più veloce dietro i grandi. Alfa Romeo, con Raikkonen, a dire di un nono posto nel Costruttori che non è il posto d’appartenenza della monoposto.

A Montreal, Renault introdurrà aggiornamenti tecnici specifici per un circuito da basso carico aerodinamico, con un’altra sfida importante, richiamata da Chester: “Il giro è breve e, trovare il giusto equilibrio tra resistenza ed efficienza aerodinamica è cruciale. Ci sono delle varianti a spezzare lunghi rettilinei, saltare sui cordoli può accorciare ulteriormente il giro e portare miglioramenti cronometrici.

Cureremo con attenzione le sospensioni per migliorare il passaggio sui cordoli, ma è un aspetto sul quale a Monaco siamo andati piuttosto bene. Abbiamo delle parti aerodinamiche e meccaniche in arrivo, l’obiettivo principale sarà sul far funzionare ogni singolo componente in armonia, con la lotta a metà gruppo così ristretta dobbiamo massimizzare la prestazione generale”.

PRESTAZIONE E RISULTATO DEVONO COINCIDERE

Se la gara di Ricciardo a Montecarlo è stata condizionata dall’errata chiamata al pit-stop, quella di Hulkenberg ha ricevuto un colpo, materiale e metaforico, dal contatto con Leclerc. “Abbiamo lasciato Monaco delusi, perché c’era il potenziale per un forte risultato di squadra, visto il passo espresso in gara a pista libera.

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Dobbiamo tornare a ottenere regolarmente dei punti, dopo Monaco mi sento incoraggiato dai miglioramenti compiuti dalla macchina, però il nostro livello di competitività non è stato rappresentato dai risultati”, dice Nico. Parole che riflettono le sensazioni di Ricciardo, “è stato davvero frustrante lasciare Monaco con appena 2 punti, poiché avremmo dovuto essere in lotta per molto di più. Abbiamo perso un’occasione e dobbiamo imparare da quanto accaduto. Tra gli aspetti positivi, la macchina si è comportata bene in qualifica e gara”.