Non puoi certo farne una colpa a Mercedes se hanno lavorato meglio di chiunque altro nell'interpretare il 2019. Dominano, stordiscono un campionato costretto ad affidarsi a questo o quel tracciato, che sia appena meno favorevole alla W10, per sperare in un accenno di lotta.

Il Gran Premio d’Austria può essere un appuntamento che riequilibra un po’ la partita, rilancia la Ferrari, argina Mercedes.

Su 1 minuto di giro veloce a salire in cattedrà saranno, soprattutto, potenza della power unit ed efficienza in rettilineo. Dalla W10 puoi aspettarti che dia il meglio nel secondo e terzo settore, pieghe da anteriore chirurgico, nelle quali, c’è da giurarci, il terreno per riprendersi quando dovessero perdere nel primo settore c’è tutto.

DOPPIO RITIRO DA CANCELLARE

Serve rispolverare l’archivio 2018 per individuare un neo, una minaccia, un rischio che Mercedes possa essere vulnerabile domenica prossima. Toto Wolff riprende anche la meteorologia, il gran caldo, manca solo che si leggano le congiunture astrali potenzialmente sfavorevoli, per dare speranza di qualcosa in più, a Zeltweg, che non il misero spettacolo visto al Paul Ricard nelle posizioni di testa.

Il risultato dello scorso anno fu il punto basso del 2018. Un doppio ritiro dopo una promettente prima fila ha significato tanti punti persi. La gara è stata un crudo ricordarci quanto in fretta le cose possono andare male nel nostro sport e come l’affidabilità e la prestazione vanno a braccetto in Formula 1”, ammonisce Toto.

Regole F1 2021: Brawn, benvenuto Hamilton e l'input dei piloti

Tutto vero. Poi, riprendi la classifica mondiale e leggi dei 40 punti di margine di Bottas su Vettel, i 76 di Hamilton su Seb, i 140 della Mercedes sulla Ferrari. Numeri che permettono anche tre gare a vuoto. Tre gare, le prossime, da vincere per eguagliare un altro record, delle vittorie consecutive, paternità oggi McLaren 1988.

BASTA INTERVENTI D'URGENZA

Tocca il tema dell’affidabilità, Toto Wolff, per tenere alta l’attenzione: “Quest’anno, la serie di arrivi è stata positiva ma sarebbe sedersi sugli allori ignorare il fatto che per due week end di fila i nostri meccanici hanno dovuto realizzare l’equivalente della chirurgia a cuore aperto sulle nostre macchine.

Abbiamo affrontato una serie di problemi differenti, su varie componenti, ognuno dei quali avrebbe potuto facilmente causare il ritiro. Dobbiamo dominare queste sfide il più rapidamente possibile”.

In Francia sono stati gli unici a soffrire di blistering sulle gomme anteriori. L’Austria è attesa con temperature molto elevate, sebbene non dovrebbero raggiungere i valori del Paul Ricard e, il rischio blistering, già sperimentato in passato, pur con altre costruzioni Pirelli.

Sterzi a parte: È la F.1 più pallosa e bigotta di sempre

C’è un altro aspetto da monitorare, la gestione del raffreddamento: “Le previsioni indicano temperature oltre i 30° C e, abbinate alla ridotta densità dell’aria per il posizionamento in quota, farà sì che il raffreddamento diventi una vera sfida a Spielberg.

Aggiungi il giro breve e i distacchi ridotti e la nostra direzione è chiara: dobbiamo continuare a lavorare con cura, restare umili e dare tutto per fare un lavoro migliore di 12 mesi fa.