Meno di due mesi alla chiusura del tavolo di lavoro e la definizione di quei regolamenti 2021 che dovranno scrivere una Formula 1 molto diversa dall’attuale.

La strada imboccata, con i riscontri del gruppo tecnico della FIA, va nella direzione di un’aerodinamica radicalmente diversa dalle configurazioni attuali e, soprattutto, con quei “volumi di legalità” all’interno dei quali i dipartimenti tecnici delle squadre avranno pochi margini di manovra per ricercare la soluzione tecnica buona per assicurarsi un gran vantaggio competitivo.

La promessa è di monoposto in grado di perdere appena un 10% di carico quando corrono vicine a un’altra macchina, di fatto si abbatte drasticamente la perdita di deportanza in aria turbolenta, grazie alle soluzioni immaginate sul diffusore e i canali Venturi estesi fin al di sotto dell’imboccatura anteriore delle pance.

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Per giustificare una tendenza all’omologazione estetica, che poi sarà anche tecnica, Ross Brawn ha rilanciato lo scorso luglio sottolineando come già oggi sia difficilissimo riconoscere una monoposto dall’altra dalla sola veste aerodinamica.

NO ALLA STANDARDIZZAZIONE ECCESSIVA

Il 2021 porterà una Formula 1 con più componenti standardizzate anche nei sistemi nascosti alla vista (freni, cerchi, impianto del carburante, si discute del volante e della pedaliera). Standardizzazione funzionale - nella visione della F1 - all'applicazione di un budget cap che riequilibri i rapporti tra grandi squadre e team di seconda fascia.

Intervistato dall’edizione italiana di Motorsport.com, Mattia Binotto ha manifestato l’insoddisfazione della Ferrari sullo stato attuale delle trattative tra Formula 1 e team in ottica 2021. Non posso ancora ritenermi soddisfatto, non sono ancora felice come Ferrari. Fin dall'inizio abbiamo sempre sottolineato di essere contrari alla standardizzazione (delle componenti tecniche) e sento che si stia andando troppo in quella direzione”.

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In origine, su piani di Liberty Media molto più ambiziosi, che mettevano in discussione il concetto di power unit, a tuonare contro una “Nascar globale” fu Sergio Marchionne. Binotto difende l’idea di una Formula 1 fondata sulla competizione e lo sviluppo tecnico, contestando anche l’assunto per il quale più parti standardizzate equivalga a un risparmio: “comunque devi riprogettare la tua monoposto ed alcune delle tue componenti che si interfacceranno con il nuovo componente ‘standard’, e questo ha un impatto anche sull’aspetto economico”.

RISCHI DALLO STRAVOLGIMENTO AERODINAMICO

Gomme e aerodinamica sono i fattori tecnici di maggior differenziazione della performance, gli elementi dal valore aggiunto più alto, in termini di decimi sul giro. E lo stesso Ross Brawn ha ammesso come, dalla visione 2021 della Formula 1, pur essendoci i margini affinché i team che meglio avranno lavorato si ritrovino con un vantaggio cronometrico, questo è destinato a ridimensionarsi, nell’ordine dei decimi anziché dei secondi.

“Abbiamo guardato sin dall’inizio con molta preoccupazione al nuovo regolamento aerodinamico per due motivi: crediamo che ripartendo da zero possano sorgere conseguenze indesiderate, quindi il livello di rischio è molto alto.

Il secondo motivo è che riteniamo l'aerodinamica come un fattore in grado di differenziare le prestazioni, e se il livello di restrizioni si confermerà molto elevato, di fatto non sarà più cosi”, aggiunge Binotto, indicando la via di un equilibrio tra spettacolo e componente di sviluppo tecnologico: “Non credo serva stravolgere, possiamo avere un grande spettacolo con ciò che abbiamo lavorando su poche cose che possono essere migliorate e sulle quali credo che siamo tutti d'accordo, penso che dovremmo concentrarci su quelli”.

Entro settembre le squadre dovranno giungere a una votazione sulle formule tecniche proposte da Liberty Media e dalla FIA, un pacchetto sul quale avviare la progettazione 2021, pacchetto che, a dispetto di quanto dovesse essere approvato dal Consiglio mondiale FIA a ottobre, sarà oggetto di un continuo perfezionamento, come anticipato da Brawn.