Da un lato le parole di Ecclestone, poche e allusive, com'è nello stile del personaggio. Per esercitarepressione sugli organizzatori del Gran Premio del Brasile a Interlagos. Dall'altra le rassicurazioni da parte di chi viene messo nel mirino, a replicare che tutto è in regola, i lavori richiesti verranno realizzati - pitlane e paddock nuovi - ed è in essere un contratto da rispettare. 

In mezzo, si erano registrati commenti vari, tra cui le parole di Massa a UOL Esporte, che da un lato sottolineava il modo di operare di Ecclestone nelle trattative - «Ama mettere pressione, come già visto con Monza e in altre occasioni» - dall'altro non escludeva che per il Gran Premio del Brasile potesse essere realmente l'ultima edizione quella 2016«Sappiamo qual è la situazione, il momento è molto difficile, non è impossibile che sia finita la F1 in Brasile»

Commenti ritenuti inappropriati dagli organizzatori, che per bocca di Tamas Rohonyi hanno risposto per le rime all'analisi del pilota Williams: «Lo chiamerò per dirgli che come non gli insegno a guidare, lui non sa come si organizza una gara. Non commento quel che non capisco. Massa ha solo sentito qualcosa e l'ha ripetuta, ma quando ero io a sentire tante frasi sulla sua guida, non ho commentato».

Parole pungenti e chiaro riferimento ai momenti in ombra nelle ultime stagioni da ferrarista. Replica a Massa a parte, Rohonyi ha rilanciato, immaginando una possibile estensione dell'accordo con la FOM per le stagioni oltre il 2020. Il contendere è tutto sul fronte economico, come in ogni trattativa con Ecclestone, sottolineando che di rottura del contratto in essere non vuole sentirne parlare e resta una possibilità remota che si porterebbe dietro la quantificazione dei danni per il recesso: «Non è conveniente per nessuno», ha ribadito, ricordando che le corse a Interlagos hanno sempre fatto registrare il pienone di pubblico e lo stesso accadrà quest'anno.

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