La prodezza è riuscita in Gte Pro. En plein nel Wec in Gran Turismo nella categoria Professionisti, dove Alessandro Pier Guidi, nativo di Tortona, 35 anni in dicembre, è riuscito a aggidicarsi insieme al britannico James Calado il mondiale piloti, in un’annata trionfale per la Ferrari della Scuderia Af Corse di Amato Ferrari.

Dolce il trionfo, che è arrivato in Bahrain nel giorno in cui la vittoria di tappa è toccata all’altra coppia della squadra che schiera le Ferrari 488, composta da Davide Rigon e Sam Bird.

Pier Guidi è riuscito quindi a dare spessore e concretezza alla grande sfida che lo voleva possibile erede di Gimmi Bruni, che in chiave 2017 era passato alla Porsche. 

E in effetti le performance, la costanza e l’autorevolezza mostrate da Pier Guidi in questo 2017 confermano appieno la fiducia che Amato Ferrari ha deciso di riporre in lui, in un cammino del quale ora siamo solo all’inizio.

Di certo quella del pilota piemontese è una delle affermazioni più importanti e prestigiose dell’Italia a quattro ruote in questa stagione 2017 intensa ma non esattamente generosa, almeno per quanto riguarda il Motorsport in senso lato.

E in ogni caso, in questo momento in cui l’Endurance è in crisi col fallimento della supercategoria Lmp1 superibrida e il lancio della superstagione a caratura biennale, ecco, mai come ora si avverte la nostalgia per la mancanza della Ferrari nella sua veste più gloriosa e aggressiva, visto che è assente con un prototipo dall’inizio del 1974 sulla scena iridata ed è stata coinvolta l’ultima volta con una barchetta Rossa nell’endurance, con la 333 Sp che nacque a inizio del 1994.

Se i trionfi di Pier Guidi e della squadra in Gran Turismo regalano tanto entusiasmo e una conferma di quanto la storia del Cavallino Rampante sia imbevuta e vivificata dai trionfi nelle gare di durata, allo stesso tempo l’immaginazione corre a quanto sarebbe suggestivo pensare a una vettura Rossa concepita per sbancare la categoria maggiore, in questa fase di ennesima transizione e ricostruzione della disciplina. 

Tutto ciò mentre in Formula Uno Liberty Media sembra lasciare molto più liberi i suoi prim’attori di impegnarsi anche in altre categorie. Vedi Alonso, proiettato dopo Indy a Daytona e a Le Mans. E perché no la stessa Ferrari, quindi?

Già, complimenti Alessandro Pier Guidi, grandissima, l’Af Corse di Amato Ferrari, strepitosi tutti coloro che anche da Maranello rendono possibile l’avventura e pure i successi della 488. Nondimeno, visto che sognare non costa nulla, quanto sarebbe bello che il Cavallino Rampante prendesse spunto da queste grandi e meritatissime consolazioni per pensare a un ritorno anche laddove la sua assenza fa soffrire sempre più di nostalgia...

Chissà, lanciare un sasso in più nello stagno non fa mai male e, oltre che necessario, appare doveroso; intanto, a quarantotto ore dalla giornata di gloria del Bahrain, lode a Pier Guidi, a Af Corse e alla Ferrari 488.