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EB 110: le foto dell'unica Bugatti tutta Italiana

Nel 1989 la Bugatti di proprietà  della Hispano-Suiza viene rilevata dal mantovano Romano Artioli, imprenditore con la passione delle auto da corsa, che nel 1993 avrebbe acquistato anche la Lotus. Per rilanciare il marchio, viene immediatamente messa a progetto una sportiva di lusso dalle elevatissime prestazioni, un'auto per pochi da produrre in una terra di motori, a Campgalliano, vicino Modena. Del progetto vengono incaricati Paolo Stanzani (Lamborghini Miura, Espada e Countach) e Nicola Materazzi (Ferrari GTO, Testarossa, GTO Evoluzione e F40). Le forme dell'auto vengono invece affidate a Marcello Gandini, della carrozzeria Bertone (Lamborghini Miura e Countach, Lancia Stratos, Fiat X1/9). Nasce così la Bugatti EB 110, dove EB stanno per Ettore Bugatti e 110 per celebrare il centenario della nascita del fondatore del marchio. L'auto ha un propulsore 12 cilindri a V di 3500 cm3 ed è sovralimentata con 4 turbocompressori e nella versione più muscolosa arriva a 610 cavalli. La carrozzeria, nell'ultima fase del progetto è curata da Giampaolo Benedini che riceve l'incarico da Artioli di renderla meno simile alla linea a cuneo tipica delle Lamborghini. Nosnostante i tantissimi ordini ricevuti, per mala amministrazione, o per il boicottaggio di un concorrente (secondo quando sostenutio dal patron Artioli), l'auto rimane in produzione solo fino al 1995, quando la Bugatti chiude gli stabilimenti italiani e viene poi rilevata dal gruppo tedesco della VolksWagen.