L a grande festa del motorsport può cominciare. La prestigiosa sede di Garage Italia, a Milano, stasera sarà teatro della 53ª edizione dei Caschi d’Oro di Autosprint, la notte degli Oscar degli sport motoristici che quest’anno sancendo un grandissimo gemellaggio va in scena assieme ai Volanti ACI dando vita a una grandissima festa per le corse.

L’evento, come di consueto, rende onore ai protagonisti della stagione appena conclusa, celebrando i campioni che hanno raccolto successi in campo internazionale e nazionale. È il nuovo capitolo di una storia che va avanti dal 1966, dalla prima edizione vinta da Jack Brabham. Il britannico, pur di essere presente alla cerimonia, affrontò dall’Inghilterra all’Italia un viaggio lunghissimo, prendendo un treno, un traghetto e infine ancora un altro treno.

Altri tempi, altre epoche, ma che hanno contribuito a rafforzare il mito della “statuetta” facendola vivere per tutti questi anni, diventando oggetto del desiderio tra i piloti. L’hanno stretta campioni come Ayrton Senna, Alain Prost, Jacques Villeneuve, Mika Hakkinen e Michael Schumacher... L’ha vinta Zanardi, perché non è solo un riconoscimento alla vittoria in pista, ma molto di più: il simbolo di quello che significa essere campioni attraverso i traguardi raggiunti con il piede destro e anche nella vita fuori dai circuiti.

Per l’edizione 2018 è attesa una vera parata di stelle a partire dallo sguardo sul futuro che i Caschi d’Oro daranno. Charles Leclerc e Antonio Giovinazzi sono tra gli invitati. Il giovanissimo monegasco, dopo aver vinto i titoli in in GP3 e F2 e aver concluso a pieni voti l’anno di apprendistato in Sauber, è stato chiamato dalla Ferrari. Sarà il compagno di squadra di Vettel per il 2019 e avrà l’arduo compito di sopportare la pressione di guidare per la Rossa di Maranello e confermare il suo talento in un team che punta a vincere il campionato. Storia all’opposto è quella di Giovinazzi. Il ragazzo di Martina Franca ne ha fatta di gavetta, ma finalmente è arrivato il suo turno.

Stare nell’orbita Ferrari gli è servito per maturare e farsi le ossa e da terzo pilota, ha accumulato esperienza tra simulatore, test e turni di prove libere, ma dopo anni passati in panchina si è guadagnato il posto da titolare in Sauber facendo ritornare l’Italia sulla griglia di partenza di F.1. I (si spera) futuri campioni, saranno ovviamente accompagnati dai divi del momento. La Mercedes è stata, ancora una volta, la mattatrice dell’anno. Da quando la F.1 è entrata nell’era ibrida si sono disputati 100 GP e le Frecce d’Argento hanno lasciato agli avversari solo le briciole. La squadra di Brackley sarà rappresentata da Aldo Costa, l’ingegnere italiano che, dopo anni di successi, ha deciso di fare un passo indietro dopo la firma sulla W10, la monoposto della Stella dell’anno prossimo. Il Mondiale appena concluso è stato amaro per i tifosi della Ferrari, che hanno visto sfumare i sogni iridati con il passare dei GP dopo un avvio fulminante. A Maranello, però, hanno tutta l’intenzione di riprovarci e Maurizio Arrivabene sarà sul palco con la ferma intenzione di ribadire il concetto che il Cavallino Rampante non si arrende e anzi si sta preparando per la stagione della definitiva riscossa con la Rossa 2019 che sta nascendo nel Reparto Corse. I Caschi d’Oro sono presente e futuro, ma anche passato. I Caschi d’Oro Legend esistono appositamente per celebrare e personaggi che hanno contribuito a scrivere le pagine di storia del motorsport: Jean Alesi, Gerhard Berger, Arturo Merzario faranno rivivere a chi seguirà la cerimonia i fasti dei loro tempi. Infine, toccherà ai Caschi Tricolore premiare i piloti protagonisti dei campionati italiani, ma non è finita qui, perché tanti altri invitati speciali non mancherano. Tutti gli ospiti saranno accolti dal direttore di Autosprint, Andrea Cordovani e dal presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani.

Sarà possibile seguire la cerimonia tramite la diretta Facebook trasmessa sulla pagina ufficiale di Autosprint dalle 20.30