Parata di stelle alla festa dei Caschi d’Oro, gemellati per l’edizione 2018 con i Volanti ACI per una vera e propria notte degli Oscar del motorsport mondiale.

Sul palco, tutti i protagonisti della stagione sportiva appena conclusa, ospiti del direttore di Autosprint, Andrea Cordovani e del presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sitcchi Damiani, hanno avuto l’onore di stringere tra le mani la statuetta che accomuna i campioni delle quattro ruote. A portarsi a casa i Caschi d’Oro Iridati sono stati la Mercedes, il team cannibale dell’era ibrida della F1, Toyota per la vittoria del titolo Costruttori nel WRC e Gabriele Tarquini, l’indomito “Cinghiale” che all’età di 56 anni si è tolto la bella soddisfazione di vincere il titolo Mondiale nel WTCR.

Come di consueto, ampio spazio è stato dedicato ai piloti protagonisti dei campionati italiani. I Caschi Tricolore, d’Oro, d’Argento e di Bronzo se li sono aggiudicati rispettivamente Christian Merli (Campione CEM e CIVM), Giacomo Altoè (Campione GT Italiano) e Daminano De Tommaso (Campione Italiano Junior Rally). Dopo le celebrazioni del presente, la cerimonia ha reso omaggio a quello che è il suo passato, premiando con i Caschi d’Oro Legend quelli che hanno scritto pagine di storia dell’automobilismo sportivo. Gli ex piloti Arturo Merzario, Jean Alesi, Gerhard Berger e Bruno Giacomelli, l’AD Lamborghini Stefano Domenicali, l’ingegner Giampaolo Dallara hanno ricevuto la statuetta come riconoscimento per quanto dato al motorsport.

Passato sì, ma anche futuro. Il neo pilota Ferrari, Charles Leclerc e il nuovo acquisto della Sauber Antonio Giovinazzi sono stati tra gli ospiti speciali della serata. Sono divisi dai percorsi che li hanno portati in F1, ma li accomuna il talento e il fatto di rappresentare il futuro delle corse.

Leclerc, monegasco di 21 anni, il Cavallino Rampante ha deciso di puntare su di lui per affiancare Vettel nel post Raikkonen e dare la caccia al titolo 2019. “Quello che verrà sarà il Capodanno più bello della mia vita - ha dichiarato - perché segna l’inizio di una stagione bellissima. Ho saputo poco dopo Singapore che avrei guidato per la Ferrari, è stato emozionante, ma non ha cambiato i miei piani perché dovevo chiudere al meglio per ringraziare il team Sauber Alfa Romeo. è con il loro lavoro che sono arrivato al sedile della Ferrari. Della stagione 2018 porto dentro tutto, i momenti belli e brutti, anzi soprattuto questi ultimi. Dai miei errori ho imparato e sono migliorato. Per il futuro, l’obiettivo è sempre quello di tutti i piloti: imparare e continuare a crescere. Io farò la mia parte e so di avere una grande opportunità perché avrò come compagno di squadra Sebastian Vettel. È uno dei più forti, posso solo imparare da lui. Ora, però, è arrivato il tempo di stare un po’ in famiglia, ma continuerò ad allenarmi perché voglio farmi trovare pronto”.

Da troppo tempo, dal GP del Brasile del 2011 con Jarno Trulli, mancava un pilota italiano in F1 e con Antonio Giovinazzi il Tricolore torna sulla griglia di partenza. Il pilota pugliese si è meritato un posto in Sauber Alfa Romeo, accanto a Kimi Raikkonen e l’occasione inseguita per tutta la carriera fatta, fin ora in gran parte come terzo pilota per Ferrari, Haas e appunto per il team di Hinwil è arrivata. “Aspettavo questa occasione da tanto, è stato il mio sogno da piccolo - ha raccontato Giovinazzi - Quando ho firmato con Ferrari ho raggiunto il primo traguardo, ma quello principale era arrivare in F1 e avere il mio sedile. Sono felicissimo di averlo raggiunto, per il prossimo anno anche grazie a un brand italiano come Alfa Romeo. Sono emozionato, ma caricatissimo. Sarò il compagno di squadra di Kimi Raikkonen, un Campione del Mondo, un pilota con tantissima esperienza quindi sicuramente mi può aiutare tanto nella mia crescita e dare tanto al team. Fare le FP1 con loro mi servito per conoscere l’ambiente e costruire l’affiatamento con la squadra. Spero di fare un ottimo lavoro per il team e fare ottimi risultati. Sono super onorato, anche perché i tifosi italiani oltre alla presenza di Ferrari e Alfa Romeo, avranno un motivo in più per seguire i GP. Sono contento che l’anno prossimo ci sarà la bandiera italiana in griglia”.

Ad accomunare i campioni sono anche i fiumi si champagne versati sul podio. A una serata come questa, la presenza di Mumm, non poteva certo mancare. La brand manager dell’azienda, Francesca Righi, ha dichiarato: “Mumm è sempre stato un brand che si è associato a sportivi e pionieri in generale. E’ sempre stato presente durate le celebrazioni dei successi e traguardi raggiunti. Per noi è importa essere qua. Come i piloti di F1 vogliamo essere sempre sponsor di obiettivi nuovi e vittorie future”.