La Ferrari soprattutto. E sopra a tutti. In un’intervista esclusiva rilasciata ad Autosprint, lo ribadisce per l’ennesima volta il team principal del Cavallino, Mattia Binotto che, alla vigilia del Gp di Suzuka e dopo i fatti (e le tante parole) di Sochi racconta ai nostri lettori il particolare momento di ritrovata competitività e orgoglio di Maranello.

Uno one to one molto significativo, quello con l’ingegnere di Selvapiana che dall’inizio dell’anno è salito sul pennone più alto della gestione sportiva della Scuderia. Una chiacchierata a tutto tondo, senza veli e filtri, sulle ali di un entusiasmo riesploso fragoroso intorno alla Rossa in una seconda parte del Mondiale 2019 che l’ha vista assoluta protagonista con tre vittorie consecutive e quattro pole di fila.

«Arriverà il momento in cui saremo i migliori, non siamo così lontani», sottolinea al nostro Alessandro Gargantini e aggiunge anche di non essere a suo agio quando c’è da fare uno scambio di posizioni da fare tra i suoi piloti. Già, proprio loro: Sebastian Vettel e Charles Leclerc, sempre più irrequieti e sempre meno accondiscendenti. Che cosa dice Binotto? Dice che «Vettel sta bene a Maranello e che il suo obbiettivo è quello di vincere con la Ferrari». E i rapporti tra i due? «Penso che Vettel non subisca la pressione di Leclerc e che la situazione che si era creata tra Hamilton e Rosberg alla Mercedes la guidico non comparabile».

Intanto, mentre nel prossimo weekend il Mondiale approda in Giappone, è stato varato il calendario il 2020: sarà la stagione di F.1 più lunga della storia, composta da ben 22 Gp. Le sessioni di test invernali a Barcellona (tutte a febbraio, dal 19 al 21 e dal 26 al 28) sono state ridotte a tre giorni. Infine sono state decise anche alcune gare di qualificazione a griglia inversa, ma queste saranno forse approvate con un voto elettronico, che avverrà successivamente.