Invitato a dire la sua sui veleni sparsi alla vigilia del Mondiale di F.1, il Supremo Bernie Ecclestone ha raccontato: "Ci sono sempre stati degli incendi che ho dovuto spegnere come un pompiere. Ai miei tempi tuttavia era sempre possibile trovare un punto di incontro tra i team, la Federazione internazionale e me. Ma ora è troppo tardi".

Già, proprio così. Troppo tardi. Ora che è scoppiata forte la polemica che vede contrapposte FIA e Ferrari da una parte e tutti i team non motorizzati dal Cavallino dall’altra con in mezzo la questione flussometro non c’è più tempo per tornare indietro. Oltre che sportiva e tecnica, la battaglia adesso diventa soprattutto politica.

Vista la portata dei personaggi coinvolti e degli interessi in ballo non sarà facile sbrogliare la matassa. Anche perché trattasi di vicenda pesante che ha avuto una gestione criticabile con zone d’ombra e fin troppi segreti: era impossibile non scatena- re il putiferio e non innescare ulteriori dubbi e sospetti. La sensazione è quella di essere solo alle schermaglie iniziali di una sfida a tutto campo, senza sconti che si inserisce in uno scenario da panico e paura.

Panico e paura per quel virus che è diventato una presenza costante nella nostra vita, che in molti casi sta cambiando le nostre abitudini e che ogni giorno presenta un copione diverso ma sempre più terribile. C’è voglia di uno sprazzo di normalità, qualcosa che vada oltre a un divieto o a una prescrizione, una piccola oasi nella nostre esistenze messe – comunque – in quarantena.

Chissà se questo piccolo miracolo riuscirà a compierlo la Formula Uno che, a meno di decisioni e ripensamenti dell’ultimora, è pronta a scendere in pista a Melbourne per il primo round del Mondiale 2020, il Gp d’Australia.

Oltre ogni polemica, oltre ogni veleno il messaggio che deve lanciare la massima espressione dell’automobilismo da corsa è proprio quello della speranza, del mondo che ce la fa a riprendersi da un’epidemia divenuta pandemia.

Piccoli lampi di sole nella nebbia fitta di una situazione ogni giorno più dura, in attesa del picco, di una discesa e una ripresa di quei ritmi quotidiani, quelle abitudini che adesso ci mancano terribilmente.

Ed è quasi sciocco, sicuramente inutile adesso, giocare col calendario perchè è impossibile fare previsioni.

Dopo il Gp d’Australia il Circus dovrebbe correre in Bahrain a porte chiuse. Nel frattempo gli effetti del Coronavirus si sono propagati su altre specialità.

L’ePrix di Formula E a Roma è stato rinviato a data da destinarsi, stesso dicasi per il Rally del Ciocco, round d’apertura del campionato italiano rally.

Ma non tutto l’automoblismo si ferma perché domenica prossima insieme al Mondiale di F.1 scatta anche l’Indycar e pure il Mondiale Rally pare che vada in scena in Messico, dove si correrà il terzo round della stagione.

In mezzo a tantissime incertezze, pieni di allarmi da Covid-19 senza mai una notizia buona, con zone rosse che allargano il proprio perimetro e l’economia che va a rotoli, forse proprio l’automobilismo riesce a esaudire il sogno divenuto mostruosamente proibito che culliamo un po’ tutti adesso; quello di essere normali, portatori sani di una sola febbre: quella della passione.