La copertina di questo numero è dedicata a una leggenda del motorsport: Carlos Sainz. Si proprio il papà del futuro pilota della Ferrari, l’uomo nuovo che dal 2021 indosserà quella divisa rossa che è il sogno di qualsiasi pilota. Specie di uno come lui, cresciuto al fianco di un padre con una interminabile vita da corsa.

Carlos junior è nato il 1 settembre del 1994, due giorni prima papà chiude al terzo posto il 1000 Laghi. Guida una Subaru Impreza 555 con la quale si piazza a fine stagione al 2° posto nel Mondiale dietro al rivale di sempre Didier Auriol che conquista il suo primo titolo iridato.

Chi scrive lo ricorda ancora piccolissimo seguire le gare del padre assieme alla mamma e alla sorella più grande Bianca.

Un ciuffo nero di capelli sulla fronte e due occhi che si illuminavano quando al parco assistenza arrivava quel papà fuoriclasse, capace di far riscrivere tutta la storia della specialità.

A volte per capire da dove proviene un certo Dna bisogna andare alle origini e in questo caso è facile capire da dove il futuro pilota della Ferrari possa aver ripreso tratti del suo carattere e certe sfaccettature della sua personalità.

Papà Carlos non parla volentieri del figlio, «me pongo de lato», ci tiene a sottolineare. «Sono solo uno spettatore».

Non è un padre impiccione. È un padre appassionato che ancora non ha smesso di darci dentro con le macchine da corsa e che ha una certezza: «Morirò pilota».

L’intervista che ha rilasciato ad Autosprint è una bellissima chiacchierata con un uomo che a 57 anni ha vinto la sua terza Dakar e che esattamente trenta anni fa conquistava il suo primo titolo iri- dato in quel Mondiale Rally che grazie alle sue prestazioni - talvolta straordinarie - ha rivoluzionato.

Un autentico uomo-squadra, Carlos Senior. Che lascia solo una concessione parlando del figlio: «Carlos è come me: un uomo squadra. Ma tutto il resto è farina del suo sacco».

Nel frattempo, seppur ancora flebile, si inizia a intravvedere una luce in fondo al tunnel di questi giorni bui.

Il motorsport si avvia verso una ripresa che è tutta da definire e con contorni che scopriremo solo vivendo.

L’ultima annotazione riguarda Autosprint Gold Collection che a fine mese è pronto a tornare in edicola con un racconto di vera passione.

È quello che riguarda la 131 Abarth, la berlina destinata alle famiglie capace di vincere tre titoli iridati.

L’ultimo esattamente quaranta anni fa al culmine di stagioni straordinarie con il motorsport made in Italy al centro della scena, veri maestri in un mondo dove l’estro tricolore faceva una gran bel- la differenza. Pagine di corse da rileggere adesso, con gli occhi di una passione che brucia ancora quando si toccano le corde giuste...