Mai come stavolta è stato un Cavallino mancante. Proprio sulla pista di casa, quella di proprietà, quella dura e pura che ha fatto impazzire tutti quelli che amano la Formula Uno, nel giorno del 1000esimo Gp della Rossa, la Ferrari continua a latitare ai margini della classifica.

In una corsa pazzesca, meraviglioso spot di un Mondiale dalla trama scontata, le SF1000 sono sbaffi rossi del tutto secondari nel quadro ad effetto dipinto nella campagna della Toscana. Dove predomina l’intensità, non mancano gli incidenti e va a finire che, come al solito, vince sempre Lewis Hamilton.

Così, vince il Mugello, trionfa l’Italia mentre il Cavallino azzoppato si lecca le ferite senza trovare alcun sollievo nel futuro. Quel futuro, che ora sembra distante anni luce, evocato dal presidente John Elkann a Firenze in piazza della Signoria. Dove tinte rosse e drappi col Cavallino colorano Palazzo Vecchio.

Emozioni sotto le stelle nella culla del Rinascimento. Nell’aria frizzantina della sera il flauto dolcissimo di Andrea Griminelli compie virtuosismi celestiali, una magica colonna sonora dentro una storia irripetibile.

Bella musica per Maranello la annuncia soprattutto il presidente John Elkann, parlando ai 300 ospiti riuniti al primo piano nel Salone dei Cinquecento per celebrare i 1000 Gp della Scuderia in F.1. "La Ferrari tornerà a essere competitiva in F.1 e tornerà a vincere. Ci sarà da lavorare sodo. Impareremo dai nostri errori. Ci vorrà del tempo. Il nostro impegno è chiaro: lavoriamo sul futuro da subito".

Il pensiero è lanciato verso il 2022 ma nel frattempo, però, c’è un team immobilizzato nelle sabbie mobili di chi lotta per la salvezza. "Un momento di dolore per tutti quelli che amano la Ferrari. È stato duro accettare il verdetto della pista. Tutti ora siamo consapevoli della situazione. Può sembrare poco e invece è una cosa fondamentale. Capire. Capire esattamente dove siamo per andare oltre", dice il presidente.

Capire che il passato non basta davanti a un mito come il Cavallino e il futuro non si può dilatare in porzioni troppo abbondanti di tempo. Capire quando certe domeniche torneranno a essere domeniche da Ferrari e non apparizioni fuori contesto dentro un meraviglioso spettacolo come il Gp della Toscana ha dimostrato di essere.

L’applauso forte, in questo momento e per quello che è stato fatto nonostante difficoltà gigantesche, va al nostro Paese.

Sempre più sotto ai riflettori c’è l’Italia del Motorsport. Cinque gare valide per il campionato del mondo. È un vero e proprio record quello che sta per mettere a segno l’Italia del Motorsport. Tre Gp di F.1 e due gare valide per il Mondiale Rally.

Già, perché la novità dell’ultimora racconta che oltre al Rally d’Italia in Sardegna dall’8 all’11 ottobre, sta per essere ufficializzato in ca- lendario anche il Rally di Monza, quale ultimo round del 2020 del controsterzo iridato.

Il percorso è già pronto: 200 km di speciali su asfalto da disputarsi nel tempio della velocità e alcuni tratti cronometrati già individuati nel Comasco. Nel momento più difficile, quando ogni cosa pareva impossibile, il nostro Paese diventa la capitale mondiale delle corse.

Ci restano ancora belle cartucce da sparare. Imola per la F.1, gli sterrati irripetibili della Sardegna in attesa che arrivi la conferma ufficiale per il Rally di Monza quale superfinale del Mondiale Rally. Ultima ciliegina su una torta che ha visto come pasticceri raffinati gli uomini della nostra federazione.