Anche fuori della pista Fernando Alonso accentra interesse su di sé, e in questa occasione l'ha fatto dichiarando a caldo che non correva tanto contro Vettel, quanto contro Adrian Newey e la vettura da lui progettata. Concetti ribaditi anche in seguito: «Abbiamo cercato di tirare fuori il massimo ma davanti alle Red Bull e alle McLaren non possiamo stare. In fondo il quinto posto non è poi male perché era facile poter finire in griglia anche più indietro se qualcosa fosse andato storto. È chiaro che finire davanti alla Red Bull è il nostro obiettivo ma oggi è impossibile lottare contro di loro, almeno in qualifica: quando avevamo una vettura simile era possibile lottare con Vettel e siamo stati anche davanti ma ora lottiamo contro Newey e, al momento, non possiamo contrastarlo. Qui abbiamo portato alcune novità che funzionano come ci aspettavamo ma anche gli altri hanno migliorato in queste due settimane: tocca a noi portare qualcosa di più significativo nelle ultime tre gare. Non sono preoccupato né demotivato perché so che le cose possono cambiare molto velocemente e che l’allegria del sabato si può trasformare facilmente in tristezza la domenica. Noi dovremo cercare di guadagnare posizioni nel primo giro e cercare di mettere pressione addosso ai nostri principali avversari, senza permettergli di fare una gara facile. Ci sono sessanta giri a disposizione: dovremo affrontarli tutti come se fosse una qualifica, all’attacco. È chiaro che spero di poter avere presto una vettura più competitiva per poter lottare alla pari con loro anche in il sabato e non solo la domenica. Sicuramente io non mollo, questo è il mio vero vantaggio».

A fianco dello spagnolo in terza fila parte Felipe Massa, stavolta molto ravvicinato e abbastanza efficace, se si esclude un lungo testacoda in qualifica: «Sono abbastanza soddisfatto del sesto posto, anche se forse, senza un errore alla Curva 6 nel mio tentativo in Q3, sarei potuto partire anche più avanti. In qualifica la Red Bull è più veloce, la McLaren ci è stata davanti per poco e poi ci siamo noi: in gara le cose sono un po’ diverse e speriamo di poter lottare con queste quattro vetture per le prime posizioni. I punti chiave per domani sono tanti: partenza, strategia, usura delle gomme e non commettere errori. Dovremo essere concentrati al massimo perché sarà una corsa molto lunga. Oggi non è stato facile mettere insieme il giro perfetto, anche perché l’asfalto è rimasto piuttosto scivoloso. Qui abbiamo portato degli aggiornamenti che sembrano funzionare ma forse non sono stati sufficienti per stare davanti ai nostri avversari diretti».

Anche i responsabili Ferrari puntualizzano che gli sviluppi hanno apportato qualcosa, anche se non si è riusciti a partire più avanti: «Speravamo di partire in seconda fila - dice Stefano Domenicali questo era il nostro obiettivo. Non ci siamo riusciti e ciò renderà più complicata la gara ma non vuol dire che abbiamo abbandonato le speranze, tutt’altro. La gara domani sarà come sempre lunga e difficile su una pista dove i sorpassi sono possibili e dove potremo assistere magari a strategie un po’ diverse dal solito»
«Il nostro potenziale attualmente è questo - aggiunge Pat Fry ma per essere dove volevamo e potevamo oggi dovevamo essere perfetti e non lo siamo stati. Certo, noi vogliamo avere la macchina più veloce di tutti e ancora non l’abbiamo. Qui abbiamo portato alcune novità sulla vettura: nulla di rivoluzionario ma un progresso c’è stato, altrimenti saremmo ancora più lontani dai primi, visto che tutti i top team stanno spingendo al massimo sullo sviluppo. Domani si preannuncia una corsa molto interessante anche perché il degrado delle gomme appare essere meno rilevante del solito. Dovremo cercare di essere perfetti per rimanere in lotta per il Mondiale fino all’ultimo. Tutti – in pista e in fabbrica – stiamo spingendo al massimo per cercare di mettere a disposizione dei nostri piloti la miglior macchina possibile».