Dall'inviato di Autosprint a Sakhir (Bahrain) - Alberto Antonini Per i team motorizzati Mercedes, i test di Sakhir sono già un mezzo week end di gara. I tempi continuano ad abbassarsi e Lewis Hamilton centra il migliore della giornata, un 1’34”263 che gli avrebbe permesso di partire in settima fila all’ultimo Gran Premio. Il suo ex compagno di team, Jenson Button, porta la McLaren al traguardo di una simulazione gara (57 giri) dimostrando che queste nuove F.1 sono già più veloci e più affidabili del previsto. Più del previsto soffre la Ferrari che cambia il motore per Raikkonen in nottata, montando una nuova specifica del suo 059. Ma poi perde quattro ore ai box per un problema dei sensori di telemetria che “inchioda” anche il cambio, dimostrando quanto tutto sia interconnesso in queste monoposto. E la Renault continua un calvario che non è più tanto di affidabilità, ma di prestazioni sì. Della velocità sul giro parla Hamilton: «Abbiamo più peso e meno carico aerodinamico, ma andiamo molto più forte in rettilineo». Sulla difficoltà di gestire la vettura in simulazione gara commenta invece Button: «Guidare per noi è un fatto naturale, ma ci sono tante cose da tenere sotto controllo e un’infinità di regolazioni e tecniche per risparmiare benzina. Alla fine gli ingegneri erano più stanchi di me». Fra i team Renault, Maldonado, pur girando poco - e sono ancora problemi alla batteria “made in Renault” - riesce ad abbattere il muro del minuto e 40, come Kvyat con la Toro Rosso. Non ci riesce Ricciardo con la Red Bull, fermata al pomeriggio da un problema meccanico non meglio precisato. «Anche con meno carico, la guida non cambia poi tanto». Per lui, che prende sei secondi e mezzo dalla Mercedes, probabilmente è così.