Per una volta il favorito del Gran Premio non è Hamilton, ma il suo compagno Nico Rosberg. Che quest’anno ha incassato in corsa un secco 4-1 dal suo collega di scuderia sia in prova che in gara. Come mai allora Rosberg a Montecarlo sembra godere de favori del pronostico? Prima di tutto perché Nico è più monegasco che tedesco: a Montecarlo ci risiede fin da bambino, quando accompagnava per mano papà Keke che a Montecarlo viveva e che sulle stradine del Principato ha vinto anche lui, nel 1983 con la Williams. Celebre una foto del piccolo Nico che mano nella mano di Keke risaliva la pista dalla curva del Portier fino al tornante del Loews. Nico insomma conosce le stradine del circuito monegasco metro per metro fin da adolescente. Infatti, dei suoi quattro successi F1 (su 152 corse disputate) in carriera, uno lo ha conquistato proprio qui, a Montecarlo nel 2013 dove si accaparrò pole e vittoria. rosberg-e-padre La conoscenza della pista e la sua pulizia di guida gli valgono sicuramente, almeno in questa occasione, i favori del pronostico. Ma Rosberg quando gli si parla di Hamilton, ora comincia a infastidirsi anche se col sorriso e col sangue freddo tiene a freno la rabbia che pian piano gli monta dentro. Per esempio, a chi gli ricorda che ha quasi sempre perso quest’anno il confronto per la pole col compagno, Rosberg risponde in modo fiero e orgoglioso: «In tre Gran Premi su cinque nelle qualifiche pioveva, e quindi il confronto non è equivalente. Se mettiamo a paragone le qualifiche con l’asciutto, io e Hamilton siamo uno a uno: una volta davanti io in Bahrain, una volta davanti lui in Spagna. Qui a Montecarlo è annunciato asciutto, quindi non ci saranno imprevisti e ce la giocheremo alla pari». Lo scorso anno Rosberg era più regolare e più rapido di Hamilton in qualifica (compreso proprio Montecarlo) e spesso anche in corsa, tanto che sovente gli arrivava davanti. Poi si è saputo che il problema di Hamilton, almeno in prova, era non riuscire a scaldare a sufficienza i freni e le gomme anteriori, perciò il suo giro magico in qualifica non gli riusciva sempre bene mentre a Rosberg sì. Quest’anno però Hamilton ha trovato la chiave per non avere problemi anche sul giro secco ed è diventato quasi imbattibile. Che speranze ha Rosberg allora? «Io e Lewis siamo molto ma molto vicini; ho bisogno solo di un piccolo passo per cambiare la situazione. Qui a Monaco questo piccolo passo può essere la partenza. Se riesco a scattare bene, ho azzerato il gap da lui». Ma rispetto allo scorso anno Rosberg ha uno svantaggio: le gomme non sono più così decisive e la sua pulizia di guida che non usura il battistrada, fa meno la differenza. «Lo scorso anno proprio qui a Monaco, che è un tracciato scivoloso e con poco grip, il segreto della vittoria era far durare le gomme per tutta la gara. Gli pneumatici di quest’anno, invece, non creano problemi di usura». Quindi battaglia aperta fra le due Mercedes. Ma occhio agli outsiders Red Bull...