Dall'inviato di Autosprint: Cesare Maria Mannucci Le colorate tribune del Motodrom sono sostanzialmente vuote mentre le F1 girano in pista al venerdi. Una volta il Motodrom di Hockenheim era come la Collina della Passione di Imola o la curva sud di uno stadio di calcio in piena partitissima. Una calca di pubblico immensa che ai tempi gloriosi del gran premio di F.2 - per anni l’evento più importante ospitato a Hockenheim - ospitava 80.000 spettatori in delirio che facevano esplodere i petardi ad ogni ingresso dei piloti nel tratto di pista interno compreso fra le tribune - appunto il Motodrom - in un clima da delirio collettivo. Hockenheim solo pochi anni fa all’epoca della grandeur di Michael Schumacher, presentava ingorghi e affluenze bibliche, sin dal giovedi. Ora invece la prima giornata di prove del Gp di Germania, nonostante ci sia un tedesco in testa al mondiale F1 su un’auto tedesca, un altro tedesco in pista che è quattro volte campione del mondo e altri due piloti tedeschi, si è svolta nel disinteresse generale. Nessun paese schiera ben quattro piloti della stessa nazionalità in F1 come fa la Germania, eppure non c’è l’effetto-tifo: le prove libere del venerdi si disputano in un autodromo sostanzialmente vuoto. “È la conseguenza della vittoria della Germania nella Coppa del Mondo di calcio”, si difendono gli uomini di Ecclestone che gestiscono il marketing della F1, di fronte ad una situazione difficilmente commentabile, immaginando un pubblico stanco e appagato per il calcio che diserta il Gp. Ma la Coppa del Mondo non c’entra nulla. È colpa di questa F1 che non diverte più, non genera motivi di eccitazione e non fa battere nemmeno il cuore quando le vedi in pista, tanto è soffocato il rumore quando le monoposto passano dentro le tribune del Motodrom. La F.1 sembra vivere in un altra dimensione, come certi politici italiani. I costi aumentano, l’audience televisivo cala, i giovani se ne disinteressano ed Ecclestone pare impegnato solo a cercare di uscirsene assolto dal processo che lo vede coinvolto per corruzione. I problemi sono sotto gli occhi di tutti ma per il momento nessuno vuole porvi rimedio. Il tutto tra il disinteresse generale.