Analisi GP F1: benvenuti trielli!

Analisi GP F1: benvenuti trielli!
Un'altra gara F1 ha dato spettacolo grazie ai combattimenti duri ma corretti, e non per artifici tecnici e regolamentari

Redazione

20 luglio 2014

da Hockenheim: Roberto Chinchero D'ora in poi li chiameremo “trielli”, i duelli a tre. Quello fra Vettel-Raikkonen-Alonso oppure quello fra Hamilton-Raikkonen-Hulkenberg, con il finlandese sempre in mezzo e schiacciato contro gli avversari che volta per volta gli portavano via un pezzetto di automobile. Le lotte sono stati il motivo dominante del Gp Germania a Hockenheim dove il vincitore Rosberg è stato inquadrato solo in pochissime occasioni. I duelli per le posizioni retrostanti hanno tenuto alto l’interesse e ripagato la fiducia del pubblico F1 presente in Germania. Andando oltre l’incidente avvenuto alla prima curva dopo il via, che fosse un Gran Premio F1 ad alta tensione lo si è intuito già nei primi giri, quando il rimontante Hamilton ha trovato più arduo del previsto farsi largo tra monoposto che sulla carta avrebbe dovuto sfilare con facilità. Alla sesta tornata l’inglese si è beccato la prima ruotata da Sutil, in quello che sarà il punto di riferimento per tutta la gara: la staccata della curva 6 “Hairpin”. Due tornate dopo è iniziato un lungo testa a testa tra Kvyat e Perez, un confronto che si è protratto fino al nono giro, quando il pilota russo ha provato un "impossibile" sorpasso all’esterno della curva 8 “Mercedes” finendo in testacoda. Una manovra concettualmente fantastica e riuscita più volte in GP2, certo, peccato solo che il russo abbia stretto troppo... Una delle “perle” del Gran Premio è arrivata alla tredicesima tornata. Sempre Lewis Hamilton, sempre staccata del tornante 6: dopo un lungo confronto con Ricciardo e Raikkonen, l’inglese è riuscito a sfilarli entrambi scegliendo la traiettoria interna. Un sorpasso da manuale. Resterà impressa nella memoria degli spettatori anche il sorpasso di Vettel alle due “rosse” avvenuto al giro 15, quando Raikkonen si è ritrovato stretto a sandwich tra la Red Bull e la Ferrari di Alonso prima della staccata della “6”, toccandosi con la vettura del tedesco. Ed è stato ancora più duro il confronto avvenuto quindici giri dopo tra Hamilton e Button. Anche in questo caso sono state vere scintille, con tanto di toccata e lamentela mimata con la mano da parte di Button. «Jenson quest’anno è sempre stato un gentiluomo – ha poi commentato Hamiltoncredo sia stato solo un malinteso fra noi. Non ero abbastanza vicino per cercare di passare, ma ero all’interno e ho avuto l’impressione che Jenson fosse andato lungo quindi mi sono infilato, ma non era così». Button ha lasciato la traiettoria ma si è trovato la Mercedes di fianco un poco "lunga" e il contatto ha staccato altri pezzettini di carrozzeria. A dieci giri dal termine sono saliti in cattedra Ricciardo e Alonso con una stupenda sequenza di sorpassi conclusa a favore dello spagnolo. «Io avevo gomme più performanti – ha spiegato Alonso dopo la corsa, riferendosi alle rosse supersoft – ma Ricciardo non ha mai mollato, soprattutto in frenata. Più di una volta pensavo che sarebbe andato lungo, invece riusciva sempre a fare la curva. Credo sia stato un bel confronto, Daniel è stato corretto e sportivo in ogni circostanza». Il confronto, conclusosi a favore di Alonso, si è confermato all’insegna del fair-play anche nelle dichiarazioni post-gara di Ricciardo: «Fernando è noto per essere un duro ma corretto, e non mi sono tirato indietro quando c’è stato da difendere la mia quinta posizione. Io ero su gomme gialle soft,e lui sulle supersoft fresche, ma nonostante tutto ho dato il massimo per difendere il mio piazzamento». Poi sul finale Ricciardo ci ha riprovato sfruttando le gomme ormai consumate di Alonso e pur uscendo dall'ultima curva alle spalle dello spagnolo, ha provato sfruttando la miglior trazione delle sue gomme a superarlo in volata ma è riuscito soltanto ad affiancarlo. Inutile: i due sono stati classificati a pari tempo ma il 5° posto era di Alonso. Alla fine a fare notizia è stato anche il duello che non c’è stato, ovvero la difesa della piazza d’onore che ha esaltato il finale di gara di Valtteri Bottas. Dopo aver superato di slancio Hulkenberg, Ricciardo, Alonso e Vettel, a dieci giri dal termine, sembrava scontato che l’inglese avrebbe fatto sua la seconda posizione ai danni di Bottas. Ed invece il finlandese è stato impeccabile, gestendo ogni frenata con precisione millimetrica, senza mai lasciare il minimo varco ad Hamilton. «Ho raggiunto Valtteri molto velocemente – ha confermato Hamilton dopo la corsa – ma la sua velocità di punta era davvero notevole, e nonostante il DRS non sono riuscito ad avere una chance per passare».

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