Dal nostro inviato a Budapest (Ungheria): Alberto Antonini Sole splendente sulla conca presso Budapest che ospita l’Hungaroring. Sole fino a sabato, annuncia il meteo, con temperature in arrampicata verso i 30 gradi. Questo non dovrebbe preoccupare per la tenuta delle gomme, perché Pirelli ha portato “Medium” e “Soft”, rinunciando alla super soft usata in Germania. Ma da domenica, per la gara, le condizioni dovrebbero cambiare bruscamente. Sempre caldo ma temporali diffusi. Non è una cosa tanto comune qui in Ungheria, dove trascorsero vent’anni dalla prima edizione del 1986, prima di trovare una “wet race”. Nel 2006 successe di tutto, Michael Schumacher lottò con De la Rosa mentre la pista si andava asciugando e le gomme si distruggevano, e alla fine vinse Jenson Button. L’unico successo dell’era moderna per la Honda F1. Oggi quella squadra - nel senso della sede - si chiama Mercedes Gp e il suo dominio nel mondiale non fa notizia quanto il gesso di Toto Wolff, che si è fatto male cadendo in mountain bike. Come si comporteranno le W05 Hybrid su una pista corta (4,38 Km) con ben 14 curve, dove in pratica non c’è un vero “allungo” di motore? Probabilmente bene, visto che finora c’è voluto un guasto per impedire loro di vincere una gara. Ma c’è chi spera nella pista tortuosa, e nella pioggia. Ed è la Red Bull che, con Christian Horner, ha annunciato di non avere per niente archiviato lo sviluppo della RB10. “I tempi nel terzo e primo settore di Hockenheim testimoniano che il telaio è buono”. Come dire: è colpa del motore Renault. E si torna a parlare di un V6 realizzato in proprio. Mentre i francesi pensano di imitare lo schema del turbo Mercedes, con lo Mgu-H fra turbina e compressore. E studiano il modo per prepararsi alla perdita della Lotus, se dovesse passare a Mercedes.