L’abituale riunione del lunedi a Maranello post-Gran premio per una volta non sarà stata agitata dalle urla di un Presidente deluso.  La Ferrari ha fatto ritorno a Maranello con la serenità di aver ottenuto il massimo possibile nel Gp d’Ungheria di ieri. Marco Mattiacci ha incontrato il Presidente Luca di Montezemolo, per fare il punto della situazione all’indomani della gara di Budapeest. Sarebbe bello che un podio così mettesse a posto tutto, in casa Ferrari. Invece Mattiacci&Co. sanno bene che non è così. Non è assolutamente certo che l’occasione si ripeta, non è neppure sicuro al 100 per cento che Alonso rimanga fino alla fine del suo contratto con la Ferrari. Mattiacci, che per la seconda volta dal suo insediamento ha potuto festeggiare un podio della Ferrari (il primo fu in Cina all’indomani del suo insediamento) cerca di restare coi piedi per terra perché è consapevole che il podio - coem ammette anche Alonso - è scaturito per una serie di circostanze particolari e per la grande determinazione del pilota (oltre che per una strategia efficace che riscatta il madornale errore delle qualifiche). «È un risultato che ci dà la carica, ma che non ci deve illudere né distrarre dai nostri obiettivi», che evidentemente non sono un 2° posto solitario ma una competitività che permetta alla Ferrari di lonttare per la vittoria in tutte le gare, non solo grazie a circostanze particolari come in Ungheria. Mattiacci ricorda anche che la Ferrari «ha un gap di circa un secondo e due decimi dai migliori. Perciò non posso essere euforico per un secondo posto».  Intanto si guarda ai prossimi appuntamenti. Da Maranello arrivano conferme sul doppio programma di sviluppo, a breve (F14 T) e a medio termine (monoposto per il 2015). Gli ingegneri sono al lavoro in vista delle gare di Spa-Francorchamps e Monza, che sulla carta si annunciano poco favorevoli per la caratteristiche della F14 T, ma si continua anche a tenere presente l’obiettivo dello sviluppo sulla vettura a 360 gradi.