Come di consueto dopo ogni GP F1, analizziamo in modo più approfondito e con il supporto delle infografiche Pirelli quel che è successo in tema di utilizzo delle mescole disponibili e delle strategie di fermata ai box per il cambio ruote. Evidenziando innanzitutto come in questa occasione siano state impiegate le mescole più morbide della gamma Pirelli, vale a dire la supersoft rossa e la soft gialla, e che la gara non è stata modificata da ingressi della safety car, potendosi così giostrare esclusivamente sulle strategie programmate. Per cominciare, si può vedere come Lewis Hamilton abbia vinto rispettando quasi alla lettera i suggerimenti Pirelli, vale a dire sostituendo le supersoft della partenza al 10° giro con un set di soft, mettendo quindi altre soft al 31° giro (cambio dovuto anche a una “spiattellata”). Dunque ha solo ritardato di 2 giri la prima sosta rispetto alle indicazioni pregara. Però sappiamo anche come con l’attuale Mercedes non sia certo (solo) la tattica a fare la differenza. Comunque il fatto di aver mantenuto più a lungo del previsto la mescola più soffice dà già un’indicazione su quanto successo in gara: le condizioni ambientali e di pista hanno permesso di sfruttare meglio le gomme, tanto che alla fine sono stati pochi, delle vere eccezioni, i piloti che hanno effettuato 3 pit-stop come suggerito in alternativa: Jean-Eric Vergne e Adrian Sutil, peraltro alla fine solo 12° e 16°. Al contrario, Felipe Massa non solo è riuscito a prolungare il primo set di supersoft fino al 13° giro, ma sembrava quasi potesse arrivare fino in fondo con le soft montate in quel momento. Poi però ha preferito cambiarle al 43° giro, quando ne mancavano 12 alla fine e dunque poteva utilizzare di nuovo le supersoft. Queste, seppur usate, gli hanno permesso di arrivare a ridosso del leader della gara, ma sul finire erano ormai troppo stressate per permettergli un effettivo attacco, consentendogli ugualmente un ottimo 2° posto. Tattica più normale per Valtteri Bottas, 3° al traguardo: dopo aver sostato in contemporanea con Hamilton, ha poi proseguito con le soft fino al 35° giro, per poi montare altre soft. Alle sue spalle Daniel Ricciardo, che ha invece seguito una tattica opposta: partito già con le soft (dalla pit-lane, oltretutto) come hanno fatto anche Vettel, Hulkenberg, Perez, Magnussen e Vergne, ha tirato fino al 27° giro e poi con altre soft fino al 47° giro, per montare in ultimo delle supersoft usate. Queste (e la monoposto ormai scarica) gli hanno in ogni caso permesso di ottenere il giro più veloce in gara, in 1’44”496, quasi 4 decimi meglio di Massa. Anche Jenson Button, 5° al traguardo, ha adottato una tattica simile a Hamilton e Bottas, però anticipando il primo pit-stop (al 6° giro). Montando altre soft al 28° giro si è trovato con uno stint lungo 28 giri che alla fine lo ha messo un po’ in affanno sul ritorno di Nico Hulkenberg, che stava viaggiando molto veloce con le supersoft montate al 37° giro, ma avendo alla fine percorso 18 giri (più di tutti) su questo set si è trovato anche lui a dover un po’ “remare”. Seguono in classifica Sergio Perez e Sebastian Vettel, che come già segnalato hanno seguito una tattica simile a Hulkenberg ma mettendo le ultime supersoft più tardi, al 41° e 46° giro rispettivamente. Troviamo poi Fernando Alonso 9° e Kimi Raikkonen 10°: entrambi hanno seguito una strategia paragonabile a quella di Button (anche se con risultato diverso…) con Alonso che ha perfino sostato un giro prima per il primo cambio gomme (5° giro). Stavolta la tattica aggressiva non ha pagato, sia perché le supersoft hanno dimostrato di poter reggere di più, sia perché dopo la sosta si sono entrambi ritrovati nel traffico ancora compatto e con una tipologia di macchina e messa a punto che, data la scarsa velocità massima, non favoriva i sorpassi nonostante i tempi sul giro più bassi. E in più dovevano anche guidare pensando a risparmiare i pneumatici. Detto di Hulkenberg con le supersoft (18 giri), concludiamo ricordando che invece il record di percorrenza a Yas Marina con le soft va a Romain Grosjean, che avendo montato il secondo set al 21° giro ha percorso ben più di metà gara (33 giri) con queste gomme. Purtroppo la sua corsa era però già compromessa dalla penalizzazione in griglia con l’obbligo di drive-through effettuato al 2° giro. È anche interessante notare che senza cambio gomme Grosjean ha percorso la pit-lane in 16”120, mentre il pit-stop più veloce fra ingresso e uscita è stato quello di Raikkonen in 21”546: dunque in qualcosa la Ferrari ha comunque svettato, in questa gara. Maurizio Voltini