Con alle spalle 76 Gran Premi e 232 punti conquistati, Nico Hulkenberg si appresta ad iniziare la sua quinta stagione in Formula Uno. Dopo l’esordio con la Williams nel 2010, stagione in cui spiccò la pole position conquistata a Interlagos, e la delusione del 2011 (costretto allo stop forzato come pilota di riserva della Force India) Hulkenberg ha iniziato una progressione che lo ha portato dall’undicesimo posto nella classifica finale del 2012, al nono di quest’anno. All’appello mancano ancora la prima vittoria ed il primo podio, spesso a portata di mano e sfuggiti per colpe non sue. Un copione visto anche nel campionato 2014, ma nonostante tutto Hulkenberg ha definito la stagione appena conclusa come ottima. «È stata il mio migliore campionato in termini di punteggio e di posizione nella classifica finale – ha spiegato Hulkenberg al sito ufficiale della Formula Uno - la prima metà di stagione è stata molto buona, grazie alla monoposto che ci ha permesso di ottenere i nostri risultati migliori. In quattro occasioni ho concluso nei primi cinque, ed in particolare la gara di Montecarlo mi ha gratificato molto. La seconda metà dell'anno è stato invece più impegnativa. Le cose non sono andate nella giusta direzione, e in diverse gare sono stato anche poco fortunato. Ma è stato bello concludere la stagione con un buon risultato ad Abu Dhabi». Hulkenberg ha concluso il campionato con 96 punti, un buon bottino se confrontato con i 59 del compagno di squadra Sergio Perez. Il quale è però riuscito a centrare una preziosa terza posizione in Bahrain. «Checo è compagno di squadra molto forte – ha confermato Hulkenberged è una fattore positivo per riuscire a dare sempre il massimo ed il meglio di me. Il mio primo anno in Formula Uno con Rubens Barrichello (era il 2010) è stato interessante e difficile. Lui era molto veloce, ed ho imparato tante cose. Il mio rapporto con Checo è molto competitivo ma anche sano. Entrambi vogliamo battere l'un l'altro, ma in pista lavoriamo bene insieme con l’obiettivo di far crescere la squadra». Dal decimo posto del 2013 al nono del 2014. Il tutto dopo il ritorno in Force India dopo aver lasciato quella Sauber precipitata in una profonda crisi tecnica. Fortuna o sesto senso? «Non credo sia stato un sesto senso – ha spiegato Hulkenberg - ma a volte si prende una decisione puntando anche un po’ sull’istinto. La decisione presa alla fine del 2013 non è stata tanto quella di lasciare la Sauber, quanto di puntare sull'opportunità della Force India, una squadra che ovviamente conoscevo già molto bene. Ci sono stati diversi fattori che hanno motivato questa decisione, ma su tutte quella del poter usare il motore Mercedes ha avuto il suo peso. Ora posso dire che….sì, si è rivelata essere la decisione giusta. A volte hai bisogno di un po’ di fortuna». Capitolo Le Mans. È che un sogno che si avvera? «Pochi giorni fa ho completato il mio primo test con la Porsche 919. Le mie impressioni iniziali sono state molto positive, anche se ho pochissima esperienza con questa tipologia di vetture. Guidare a Le Mans è qualcosa che ho sempre voluto fare, parliamo di una gara leggendaria. Sarà una sfida nella sfida in un 2015 che attendo con ansia». Roberto Chinchero