Calcolatrice alla mano, per Force India il finale di stagione vive tutto sulla conferma del quinto posto nel mondiale Costruttori, maturato meritatamente, con risultati costanti dall’introduzione della monoposto Evo. Poi ci sono gli obiettivi prefissati per continuare a dare slancio allo sviluppo e migliorare, benefici da trasferire sul 2016. E Bob Fernley, vice team principal della scuderia, ha le idee chiare al proposito: «Abbiamo dimostrato sin da Silverstone che la macchina vale davvero la top ten. Ritiro in Ungheria a parte, siamo riusciti costantemente a ottenere punti, la velocità c’è. Non siamo però dove vorremmo essere e l’obiettivo chiave, al momento, è quello di entrare nel gruppo dei nostri pari, ovvero la Williams». Pensa a chi ha lo stesso motore Mercedes clienti e sente che la Force India può provare ad avvicinare le FW37. A partire dal Gran Premio di Russia, aspettando quel Messico che potrebbe portare altre novità tecniche, sebbene al proposito Fernley vada cauto e spieghi come l’introduzione di aggiornamenti sarà subordinata alla piena validazione da parte dello staff tecnico. Intanto, c’è una Sochi da preparare, altro terreno fertile per una buona prestazione, essendosi dimostrata la VJM08 monoposto capace di adattarsi a ogni configurazione. «Sono andato a punti lo scorso anno e non vedo l’ora di correre nuovamente. Hanno fatto davvero un bel lavoro con la pista e ci sono alcune curve interessanti, soprattutto la lunga sinistra in curva 3», commenta Sergio Perez. Confronti? «Mi ricorda per certi versi Singapore e Abu Dhabi, con tante curve a 90 gradi e accelerazioni che scaricano molta energia sulle gomme posteriori». La selezione Pirelli, più morbida rispetto all’esordio, è salutata positivamente dal pilota messicano, che aggiunge: «I sorpassi non sono stati semplici l’anno scorso, quest’anno con gomme più morbide speriamo ci siano diverse opzioni per la strategia». Reduce da una convincente prova in Giappone, dopo una Singapore da dimenticare, è Nico Hulkenberg: «Era il risultato che mi serviva, dopo un paio di week end sfortunati. Il primo assaggio lo scorso anno della Russia mi è piaciuto. Il giro è piuttosto lungo, con tante curve simili ed è difficile mettere insieme un giro perfetto: il settore finale è tecnico e rappresenta una grande sfida per i piloti». Fabiano Polimeni