Due telegrammi sul fronte gomme, da Sochi. Primo: Pirelli resterà il fornitore ufficiale della Formula 1 fino al 2019. Secondo: una sosta ai box è stata più che sufficiente in gara. Una stretta di mano ha sugellato il raggiungimento di un accordo ampiamente nell’aria, tra Ecclestone e Marco Tronchetti Provera. Adesso si attendono le novità in vista del 2016, che garantiranno una maggior scelta per i team, vista l’introduzione di un’ulteriore mescola e la ridefinizione del sistema di selezione delle gomme per ciascun appuntamento del mondiale. Ci sarà tempo e modo per discutere come impatterà sulle sorti sportive. Intanto, c’è un Gran Premio di Russia affrontato con gomme morbide e supermorbide, e lo stesso esito sul fronte strategico dell’esordio: una sola sosta ai box è stata la strategia unica. Da un lato le temperature basse hanno assicurato bassi livelli di degrado, dall’altro l’ingresso di due safety car hanno posticipato il momento del pit, allungando notevolmente la “vita” delle supermorbide. Anche senza riferimenti dalla giornata del venerdì, non si sono avute sorprese sul rendimento. Certo, ci sarebbe il caso di Bottas, costretto a fermarsi 4 giri prima di Vettel, alle prime avvisaglie di decadimento della prestazione, ma va letto congiuntamente al modo di far lavorare le coperture da parte della Williams; poi c’è il degrado sofferto sull’anteriore destra dalla Force India di Perez, anche in questa situazione si è trattato di un comportamento al limite, figlio dell’intelligente scelta strategica di fermarsi in occasione della seconda safety car, entrata all’11mo giro per l’incidente di Grosjean: percorrerà 41 giri con le gomme morbide, Perez. Solo Button, tra quanti hanno visto il traguardo, come lui. A compound invertiti, Alonso copre 40 giri con le supersoft. «Con poche informazioni a disposizione, i piloti hanno dovuto adattarsi in tempo reale alle situazioni. Abbiamo visto una varietà di strategie diverse, e molti piloti hanno gestito le gomme in modo molto efficace», ha commentato Paul Hembery. pirelli Pirelli prevedeva l’unico cambio gomme tra il 18mo e il 22mo giro, passando dalle supermorbide alle morbide. Esclusi i piloti (Perez, Button, Alonso, Merhi, Stevens, Ricciardo, Sainz) che hanno approfittato della safety car per anticipare molto la sosta, è stato proprio Bottas il pilota a fermarsi prima tra quelli di testa: 26mo giro, seguito da Vettel e Massa al 30mo, Raikkonen al 31mo e il leader della gara, Hamilton, al 32mo. Restare in pista ha pagato perché a fronte di un basso degrado, le Ferrari hanno dimostrato come la prestazione fosse ancora sufficiente per essere competitivi rispetto a chi montava coperture nuove morbide, da mandare in temperatura – altro tema tecnico chiave del week end –. Vanno riconosciuti i giusti meriti per come ha gestito le gomme anche alla Sauber e a Nasr, gli ultimi a pittare, al 34mo giro, premiati alla fine da un buon arrivo a punti, settimi anche grazie ai ritiri nel finale. pirelli1 Restando in casa Ferrari, è singolare che la SF15-T sia stata molto più competitiva con le gomme più “dure” portate a Sochi, che non con le option. Nelle prime battute di gara Vettel e Raikkonen faticavano a copiare i tempi delle Mercedes e di Bottas, salvo poi rimontare il pilota tedesco sulla Williams numero 77 dopo la bella battaglia con Raikkonen. Non compaiono tra i primi tre giri veloci i ferraristi, essendo Massa, Hamilton e Maldonado i più rapidi con le Pirelli rosse: 1’40”861, 1’41”336 e 1’41”520 i rispettivi riferimenti. Importante notare come Massa e Maldonado abbiano fatto il tempo nella parte finale di gara, essendo partiti con gomme morbide, al pari di Ericsson e Alonso. Leggendo i tempi più rapidi con le morbide, invece, svettano Vettel e Raikkonen, autori di 1’40”’071 e 1’40”294, entrambi a spingere a fondo per ridurre il gap da Hamilton il primo, battagliare con Bottas il secondo. Terzo crono, vale 1’40”573, per il vincitore del gran premio, ottenuto prima che dal box lo avvisassero di tirare i remi in barca. Fabiano Polimeni