Hasegawa: Honda al lavoro sulla combustione interna

Hasegawa: Honda al lavoro sulla combustione interna
I gettoni residui potranno essere utilizzati per ricercare prestazioni, con una base di affidabilità soddisfacente

Redazione

8 aprile 2016

In Bahrain hanno raccolto i primi punti stagionali, ma hanno dovuto fare i conti anche con il ritiro di Jenson Button, peraltro convinto che sarebbe riuscito ad arrivare in posizioni ancor più avanzate che non la 10ª piazza ottenuta da Stoffel Vandoorne. Per la McLaren-Honda l’esordio di campionato può considerarsi “accettabile” se raffrontato con le prestazioni dello scorso anno, resta ancora però tanta strada da fare, alla ricerca di cavalli dalla power unit. Il Gran Premio di Cina alle porte sarà un ulteriore banco di prova per verifica lo stato di forma, su un rettilineo molto lungo e teoricamente penalizzante per la MP4-31. Nominato al posto di Yasuhisa Arai lo scorso febbraio, Yusuke Hasegawa, nuovo responsabile del progetto F1 di Honda, traccia la strada da seguire: «Ci siamo concentrati per prima cosa sull’affidabilità e credo che abbiamo fatto dei miglioramenti, sebbene abbiamo avuto dei problemi (il ritiro di Button in Bahrain; ndr). Adesso ci concentreremo sulle prestazioni del motore, sulla potenza, sapendo che il nostro livello attuale non è sufficiente per agguantare una posizione in Q3. Credo che l’attuale livello di prestazioni sia ragionevole». Un modo come un altro per dire che si naviga in acque migliori del 2015 in attesa di progressi. Manca sempre il motore, perché telaisticamente i piloti hanno tessuto le lodi del progetto firmato da Peter Prodromou, sottolineando la bontà delle soluzioni tecniche. Alle previsioni avanzate durante l’inverno, quelle di Arai, che prospettava una presenza stabile in Q3 e da lì la lotta per i punti in gara, manca ancora qualcosa alla McLaren-Honda per poter dire di essere in linea con quanto prospettato. Un decimo e mezzo ha lasciato fuori Vandoorne dalla Q3 in Bahrain. «Dobbiamo migliorare la combustione interna e la potenza. Ci manca velocità sul dritto e pensiamo di utilizzare i gettoni per cercare cavalli e lavorare sulla loro distribuzione, non ci servono gettoni per l’affidabilità. Faremo delle modifiche per ottenere prestazioni maggiori e potremmo aver bisogno di dover modificare poi altre aree per conservare il livello di affidabilità», ha spiegato Hasegawa. Un primo step evolutivo – ricordiamo che Honda conserva ancora 14 gettoni per lo sviluppo – potrebbe arrivare al prossimo Gran Premio di Spagna. Fabiano Polimeni

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